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domenica 13 febbraio 2022

Il Mausoleo dell'Eroe Issam Zahr Eddine si arricchisce di un piccolo museo di uniformi e memorabilia!

 

Non serve (almeno lo spero) ricordare ai lettori di questo blog chi fosse il Generale Issam Zahr Eddine e che cosa abbia rappresentato per la salvezza della Siria e la sconfitta dei terroristi di Al Nusra e dell'ISIS.

Nel caso, chi lo ignorasse o volesse rinfrescarsi la memoria potrà farlo agevolmente consultando i numerosi link che sto lasciando in queste righe.

Un importante aggiornamento.

sabato 9 giugno 2018

A mesi dalla sua morte, sulla temporanea inumazione di Issam Zahr Eddine non mancano MAI i fiori freschi!

Lo scorso ottobre il Generale Issam Zahr Eddine faceva il sacrificio supremo per la Siria.

Questa che vedete, a Sweida, é la sua sepoltura temporanea.

Una piazza a lui intitolata sta venendo costruita proprio in questo momento; con ogni probabilità essa comprenderà un monumento funebre in cui le sue spoglie verranno trasferite.

lunedì 11 settembre 2017

Il Ministro della Difesa russo loda la cittadina toscana che ha onorato Prokhorenko, il ridanciano sindaco di Barcellona, invece, ospiterà terroristi!

Il Ministro russo della Difesa, Sergei Shoigu, ha ufficialmente ringraziato il comune italiano di Vagli Sotto (Toscana) per il monumento celebrativo dedicato alla memoria di Aleksandr Prokhorenko, il militare sacrificatosi durante la battaglia di Palmyra chiamando sulla sua stessa posizione un bombardamento di artiglieria in modo da poter eliminare il più grande numero di takfiri dell'ISIS che si stavano avvicinando a lui da ogni lato.

A Barcellona invece, la "necia" Ada Colau, per sfortuna della città diventata sindaco, ospiterà il prossimo 27-28 settembre, a poche settimane dalla strage takfira della Rambla un convegno anti-Assad al quale saranno presenti personaggi chiaramente legati alla galassia wahabita insediatasi in Catalogna.

sabato 17 giugno 2017

A Doha il pacchiano e kitsch "monumento" al Consiglio di Cooperazione filosaudita cade sotto le ruspe dell'Emiro!

Una testimonianza della LEGGENDARIA bruttezza di Doha...tutti i petrodollari non possono dare buon gusto ed eleganza
Purtroppo negli ultimi anni in Medio Oriente si sono verificate spoliazioni e furti di monumenti archeologici e tesori artistici.

Lo sappiamo.

Una parte delle testimonianze e dei tesori trafugati sono stati individuati e restituiti.

Esistono però in ALTRE zone del Medio Oriente "monumenti" che non lasceranno nessun vuoto e nessun rimpianto negli annali della Civiltà e dell'Arte, anche se vengono distrutti con ruspe e bulldozer.

Ne abbiamo qui sopra, nel video in apertura, un esempio preclaro.

giovedì 18 dicembre 2014

La Repubblica Islamica Iraniana onora con un monumento i martiri ebrei della guerra contro Saddam!!

L'ordinamento della Repubblica Islamica Iraniana riconosce e protegge le religioni praticate dalle minoranze: quella zoroastriana, quella cristiana e anche quella ebraica; in Iran vi é una delle più antiche comunità ebraiche del Medio Oriente i cui membri si sentono profondamente e intensamente iraniani. Anche per questo motivo gli Ebrei iraniani parteciparono in massa alla difesa della Patria comune durante gli anni della Guerra Imposta del 1980-88 seguita all'invasione voluta da Saddam Hussein.
Adesso a Teheran é stato inaugurato un monumento funebre per tutti i martiri ebrei di quel sanguinoso conflitto, con una speciale cerimonia a cui sono intervenute autorità civili e religiose esso é stato inaugurato, affinché anche le giovani generazioni venute dopo la fine di quel conflitto possano apprezzare il sacrificio fatto anche per loro.
Come si vede il monumento non onora solamente i martiri caduti sul campo di battaglia ma anche i civili ebrei morti sotto gli attacchi missilistici di Saddam nel corso della cosiddetta "Guerra delle Città".

sabato 10 marzo 2012

Non si ferma la protesta in Barhein: un altro dimostrante ucciso dal regime e dai suoi complici sauditi!


Con una costanza, una abnegazione che suscita ammirazione e rispetto in tutti quanti credono nella lotta di popolo, nell'autodeterminazione e nel contrasto degli schemi e dei complotti imperialisti, costi quello che costi, il popolo Bahreini continua indefessamente a scendere in piazza e ad opporre la propria massa disarmata ai proiettili, ai gas tossici e al nutrito e letale arsenale del corrotto Re Al-Khalifa, sostenuto dalle truppe di occupazione Saudite e dai mercenari pachistani arruolati coi proventi del petrolio che dovrebbero essere spesi per migliorare le condizioni di vita della cittadinanza e non per difendere un regime marcio e iniquo.

L'ultima vittima di tale regime, il ventunenne Fadhel Mirza, é caduto durante la marcia di ieri con cui la popolazione tentava di riconquistare Piazza Lulu, la "Piazza delle Perle" simbolo della Rivoluzione iniziata dodici mesi fa e costata finora centinaia di morti tra la popolazione, massacrati nell'assordante silenzio dei network di disinformazione imperialista, pronti invece a inventarsi inesistenti rivolte in Siria per tenere bordone agli interessi di Washington, Tel Aviv e Riyadh. Altre dozzine di dimostranti sono rimasti feriti e sono stati ospitati da strutture sanitarie segrete vista l'abitudine delle truppe reali e saudite di arrestare quanti si presentino in ospedale con ferite da proiettile o sintomi da inalazione di gas urticante, segni di avere preso parte alle dimostrazioni.

Le manifestazioni non si arresteranno; un regime ingiusto che si regge solo sulla forza é destinato a cadere per necessità etica e storica, l'esempio dell'Iran, del Libano, della Tunisia, dell'Egitto sono lì per dimostrarlo e prima o poi anche il Barhein sarà libero dalla corrotta corte sunnita messa al potere dagli Inglesi all'inizio del secolo e si doterà di un sistema democratico rispettoso della sua Storia, della sua Cultura e legato indissolubilmente all'Asse della Resistenza anti-imperialista.
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martedì 14 febbraio 2012

Le coraggiose donne del Bahrein, cuore pulsante della Rivoluzione contro il corrotto Re Al-Khalifa!


A un anno dall'inizio delle proteste e delle manifestazioni contro il corrotto regime di Re Hamad Al-Khalifa gli abitanti di Manama, di ogni classe sociale ed ogni età sono scesi in strada a decine e decine di migliaia per cercare di riprendere possesso di Piazza Lulu, "Piazza delle Perle", da cui a costo di centinaia di morti, feriti, arrestati e torturati gli sgherri sauditi e di Dubai messisi al servizio del tiranno locale e i mercenari pachistani arruolati a suon di petrodollari insanguinati li avevano cacciati la scorsa primavera, e dove il monumento ai pescatori di perle, simbolo della città e del reame, era poi stato frettolosamente abbattuto, nel vano tentativo di togliere al popolo quello che era diventata una delle icone della protesta.


Ancora una volta tra i dimostranti tantissime erano le donne, giovani, anziane, madri, fidanzate, sorelle, sostenitrici e ausiliatrici della protesta, levatrici della libertà, vere e proprie (loro sì, in tutti i sensi) "Perle di Barhein".
Si prendano ad esempio queste donne "islamiche" che la propaganda occidentalista vorrebbe dipingere un po' come ritardate, un po' come oggetti di compassione: esse sono certamente più tenaci, combattive, consapevoli e coscienti di tante svampite ochette 'occidentali' e di tutte le 'femministoidi' che in Europa e Nordamerica pensano di conquistare chissà cosa trasformandosi in brutte isteriche copie degli uomini.
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sabato 5 novembre 2011

Pesanti scontri a Manama, Barhein, dopo i funerali di un 70enne massacrato dagli sbirri di Re Al-Khalifa, burattino dell'Occidente!


Un venerdì di scontri durissimi a Manama, capitale della piccola isola di Bahrein, quello che si é avuto ieri subito dopo i funerali di Ali Hasan el-Dehi, settuagenario padre del Vicesegretario del partito Wafq (Hussein el-Dehi), raggruppamento politico della maggioranza sciita oppressa e tiranneggiata dalla corrotta dinastia sunni degli Al-Khalifa, messi al potere a inizio secolo dagli Inglesi, che così si assicurarono una base navale permanente da cui 'sorvegliare' il petrolio persiano (divenuto strategico quando la Marina di Sua Maestà decise di passare dal carbone alla nafta come combustibile per le sue navi).

L'anziano Ali, attaccato con brutalità inaudita dalle forze di polizia nella serata di mercoledì é stato portato cosciente, ancorché con visibili segni di percosse, in ospedale, ove, nella giornata successiva, le sue condizioni hanno avuto un brusco tracollo a causa di lesioni interne, che lo hanno portato alla morte. Il villaggio dove l'uomo viveva era stato teatro di scontri e manifestazioni per tutta la giornata; evidentemente, venendo a sapere che il padre di un noto oppositore viveva nei paraggi, i poliziotti di Casa Al-Khalifa hanno deciso di 'dargli una lezione', sperando così di intimidire la comunità sciita.


Nella giornata di ieri, coerentemente secondo le prescrizioni della fede musulmana, si sono tenute le esequie del defunto, che hanno raccolto un seguito di migliaia di persone: parenti e amici, membri del Wafq, sciiti, ma anche cittadini sunniti opposti al regime tirannico degli Al-Khalifa. Una volta conclusi i riti funebri i partecipanti si sono diretti verso l'iconica "Piazza delle Perle" (dove si ergeva il monumento ai pescatori di ostriche fatto abbattere dal Re spaventato dalla potenza dei simboli), dove si sono scontrati con poliziotti e militari armati di tutto punto che non hanno esitato a usare i mezzi blindati per affrontarli.

La determinazione del popolo del Bahrein, tuttavia, non sembra intaccata e il partito Wafq e gli altri componenti del fronte delle opposizioni hanno annunciato che continueranno la mobilitazione fino a quando non avranno raggiunto i loro obiettivi.
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mercoledì 1 giugno 2011

Ismail Hanyieh inaugura al Porto di Gaza un monumento alla memoria dei caduti della "Mavi Marmara"!


Il Primo Ministro Ismail Hanyieh ha inaugurato nella giornata di oggi un monumento commemorativo nel Porto di Gaza in onore delle vittime della Freedom Flotilla, il convoglio internazionale di aiuti umanitari che esattamente un anno fa vide la propria ammiraglia (la motonave 'Mavi Marmara') abbordata piratescamente in acque internazionali dai 'commando' israeliani che, dopo avere aggredito e immobilizzato gli attivisti che portavano cibo, farmaci, apparati medicali e materiali didattici alla Striscia di Gaza ne uccisero una decina con colpi sparati alla schiena e alla nuca.

La cerimonia si é svolta solennemente tra il garrire dei vessilli di tutte le nazioni che hanno preso parte al nobile sforzo umanitario soffocato nel sangue dal brutale Regime dell'Apartheid tra cui era annoverato anche il tricolore italiano grazie alla presenza tra gli attivisti diretti verso l'enclave assediata di Gaza anche del volontario e attivista Vittorio Arrigoni, che poco più di un mese fa é arrivato a dare la stessa vita per la Causa che aveva deciso di sostenere e portare avanti.
Haniyeh ha dato voce al convincimento di tutti i Palestinesi e dei loro sostenitori che ritengono impossibile arrivare all'affermazione dei loro innegabili e inalienabili Diritti attraverso una via diversa da quella della Lotta e della Resistenza; tramite questo sentiero aspro, impervio e troppo spesso sanguinoso, ha articolato Hanyieh e con il sostegno della Comunità musulmana internazionale, del Mondo Arabo e di tutti quegli uomini di buona volontà che riconoscono le ragioni storiche della Palestina e dei Palestinesi sarà possibile affermare e far riconoscere lo Stato palestinese e far rientrare entro i suoi confini tutti i profughi del 1948, del 1967 e i loro discendenti.

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sabato 19 marzo 2011

Demolito il monumento ai pescatori di perle di Piazza Lulu a Manama, il tiranno del Bahrein cancella il simbolo della rivolta!!



Il monumento di Piazza delle Perle, sei raggi curvi di candido cemento sovrastati da una sfera di identico materiale, svettava come tributo e memento della storica attività dei pescatori di ostriche perlifere, che prima della scoperta del petrolio costituiva la principale attività dell'isola e le aveva garantito fama e notorietà anche molto al di là dei confini mediorientali (Marco Polo ne aveva parlato anche nelle sue memorie di viaggio).

Con il crescere del movimento di protesta il monumento divenne quasi il simbolo delle rivendicazioni dei dimostranti, adesso, dopo la strage perpetrata con l'aiuto di truppe saudite, composte di fanatici wahabiti che non hanno avuto remora alcuna ad aprire il fuoco ad altezza d'uomo contro i civili sciiti disarmati, il Ministro dell'Interno di Manama, Khaled ben Ahmed al-Khalifa ha annunciato che le truppe reali hanno demolito la struttura per "cancellare brutti ricordi".

Come il tiranno Al-Khalifa e i suoi cortigiani scopriranno anche troppo presto, non basta distruggere i simboli materiali per cancellare da cuori e coscienze il ricordo di quanto é avvenuto nei giorni scorsi.

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