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giovedì 31 maggio 2018

46 anni fa tre volontari dell'Armata Rossa Giapponese schierati col PFLP di Wadie Haddad attaccavano l'aeroporto Lod!

Quarantasei anni fa i militanti dell'Armata Rossa Giapponese Kazuo Okamoto, Tsuyoshi Okudaira e Yasuyuki Yasuda arrivarono all'aeroporto Lod, a Tel Aviv su un volo Air France, portando sottobraccio custodie per violino, ciascuna delle quali conteneva un mitra Vz-58 cecoslovacco col calcio rimosso.

Una volta arrivati nella sala d'attesa i tre estrassero le loro armi e aprirono il fuoco contro il personale delle linee aeree sioniste e i poliziotti e i militari presenti.

Nel fuoco incrociato che ne seguì dozzine di passeggeri in transito rimasero colpiti (statunitensi, un canadese e diversi aderenti del regime sionista di occupazione della Palestina).

venerdì 17 novembre 2017

Saad Hariri atteso in Francia nel corso di questo fine settimana!

Forse ci troviamo a una svolta nell' "Affaire Hariri"; il Premier libanese, tenuto prigioniero in Arabia Saudita dall'inizio di questo mese, dovrebbe arrivare in Francia nel corso del week end entrante.

Lo ha comunicato ufficialmente il Ministro degli Esteri francese Jean Yves Le Drian (che nella foto sopra vediamo insieme al politico libanese).

Ufficialmente Hariri "si riposerà" per qualche giorno, prima di tornare a Beirut.

venerdì 10 novembre 2017

Parenti e collaboratori di Saad Hariri in una videoconferenza chiedono il suo immediato rientro in Libano!

Una conseguenza inaspettata e, a ben vedere, molto buffa del bizzarro "sequestro" a cui Saad Hariri é stato sottoposto dai Sauditi, potrebbe essere quella di far coalizzare in senso anti-Riyadh tutte le forze politiche libanesi, anche quelle (come proprio il 'Movimento Futuro' -Mustaqbal- dello stesso Hariri) che fino a ieri erano alfieri e pedine degli interessi sauditi nel Paese dei Cedri.

E' quanto emerge dall'atteggiamento preso dai dirigenti del partito sunnita che, insieme ad alcuni congiunti di Hariri, sono apparsi in una videoconferenza chiedendo il suo immediato rilascio dall'Arabia Saudita e il suo ritorno in patria.

giovedì 9 novembre 2017

HARIRI GIB MONIES, OR ELSE... 'Al Akhbar' rivela: "Hariri bloccato in Arabia Saudita per sette miliardi di $ di debiti!"

Il quotidiano in lingua araba 'Al-Akhbar' ha rivelato che dal 2015 l'azienda di costruzioni (Oger Construction) con cui il palazzinaro Rafik Hariri aveva fatto fortuna in Arabia Saudita dal 1978 in avanti si trova sull'orlo della bancarotta e ha debiti inevasi (che non saprebbe nemmeno da dove cominciare a estinguere) per circa 7 miliardi di dollari Usa.

Questo sarebbe il motivo del 'ricatto' sotto cui é caduto Saad Hariri (il Renzo Bossi libanese), che ha permesso ai suoi burattinai sauditi di costringerlo a dimettersi 'via tv' dal loro territorio e ora lo tengono in ostaggio coi 7 miliardi di cambiari più vari parenti nelle loro mani.

mercoledì 16 agosto 2017

Diciassette anni fa Sayyed Hassan Nasrallah onorava il combattente dell'Armata Rossa Giapponese e del FPLP (OE) Kazuo Okamoto!

Kazuo Okamoto è un militante dell'Armata Rossa Giapponese che alla fined degli anni '60 si spostò in Libano per venire addestrato dal Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, formazione che all'epoca intratteneva intense relazioni con altre formazioni della galassia rivoluzionaria internazionale, spesso rese necessarie dall'esigenza di aggirare le tecniche di profiling razziale usate dal regime sionista.

Il 30 maggio 1972, Okamoto, insieme ai compagni Yasuda e Okudaira arrivarono all'aeroporto di Tel Aviv su un volo Air France, portando sottobraccio custodie per violino, ciascuna delle quali conteneva un mitra Vz-58 cecoslovacco col calcio rimosso.

sabato 16 agosto 2014

Nasrallah parla ai Libanesi: "Le azioni in Siria ci hanno preparato al prossimo scontro con i Sionisti!!"

Hassan Nasrallah, leader carismatico sciita e capo indiscusso di Hezbollah ha rivolto nell'ottavo anniversario della grande vittoria del 2006 contro l'invasore sionista un discorso ai suoi seguaci e a tutti i libanesi e i sostenitori dell'Asse della Resistenza, dove ha fatto il punto politico-strategico per Hezbollah e ha commentato gli ultimi avvenimenti tra cui anche le attività takfire dell'ISIL.

Nasrallah ha commentato che l'emersione dell'ISIL in Irak é la conseguenza della sconfitta dei mercenari takfiri in Siria e a sua volta il fallito tentativo di spodestare il legittimo Governo siriano é la conseguenza della sconfitta militare sionista in Libano nel 2006. A sua volta il tentativo di invasione dell'estate di otto anni fa doveva "rimediare" al fallito tentativo di disarmare la Resistenza libanese dopo l'attentato a Rafik Hariri e i torbidi scatenati nel paese dalle componenti filoamericane e filosioniste.

Dopo ogni sconfitta l'occidente imperialista e sionista prova piani sempre più improbabili e sempre più pericolosi che in ultimo si ritorceranno pienamente contro di lui, specialmente se si affida a 'pedine' come quele dell'ISIL. Hezbollah invece dalle esperienze sul campo in Siria ha tratto know-how e 'addestramento dal vivo' che hanno migliorato le sue capacità operative per la prossima guerra contro Tel Aviv.

domenica 6 ottobre 2013

Pena di morte in contumacia per ex-ufficiale libanese collaborazionista, coinvolto anche nella morte di Hariri Sr!

L'ex-ufficiale dell'Armee Libanaise Ghassan al-Jidd, attualmente latitante all'estero (essendo fuggito dal Paese dei Cedri inseguito da mandati di cattura multipli nel 2009) é stato definitivamente condannato a morte in contumacia per le sue attività di spionaggio a favore del regime sionista di occupazione della Palestina, secondo quanto relato dal quotidiano 'Daily Star'.

Insieme a Jidd anche l'imputato Asaad Khatib é stato condannato a dieci anni di reclusione per accuse simili. Jidd avrebbe compiuto ricognizioni del luogo dove é avvenuto il bombardamento via drone del convoglio automobilistico di Rafik Hariri pochi giorni prima del suo assassinio a opera di Israele, le prove fornite da Hezbollah al tribunale militare si sono rivelate inoppugnabili al riguardo.

Hezbollah ha anche dichiarato che Jidd é stato facilitatore dell'attentato del 2004 con cui venne assassinato Ghaled Awali, comandante della milizia di Resistenza sciita martirizzato dal regime ebraico. Anche questa sentenza testimonia come la collaborazione tra il partito sciita libanese e le autorità ufficiali sia ormai altissima in tutti i campi.

martedì 19 marzo 2013

Il Generale Qahwaji dichiara che: "Il Libano non é mai stato in pericolo negli ultimi otto anni come negli scorsi giorni!"

Il Comandante supremo dell'Armee Libanaise Generale Jean Qahwaji in una intervista al quotidiano "As-Safir" ha dichiarato che il momento di tensione verificatosi gli scorsi giorni con l'agguato ai due Sceicchi sunniti nel quartiere di Khandaq al-Ghamiq ha portato il Libano "vicino a una soglia di pericolo per la sua stabilità interna che non si era toccata almeno dal 2005". Con ciò facendo riferimento all'assassinio di Rafic Hariri, politico sunnita che era in procinto di varare una inedita alleanza elettorale coi partiti sciiti.

Con ciò il Generale libanese ritiene che la soglia di deflagrazione delle tensioni settarie che si é sfiorata con l'attacco del week-end sia stata anche più pericolosa dell'invasione sionista del 2006; ma questo é abbastanza logico anche perché una minaccia esterna, come quella israeliana può se mai far dimenticare odi e rivalità interne che da sempre, al contrario, costituiscono il vero "tallone d'Achille" del Paese dei Cedri.

Ma con la frase immediatamente successiva Qahwaji dichiara il "cessato allarme" affermando che adesso il personale dell'Armee é pronto a prevenire qualunque scontro settario all'interno e, contemporaneamente, si sta preparando a una decisiva azione militare sui confini per interrompere del tutto transiti di armi e miliziani verso la Siria in modo da evitare che l'Esercito di Damasco senta il bisogno di intervenire direttamente oltre la frontiera.

Il Governo del Presidente Assad negli ultimi giorni aveva invitato Beirut ad assicurare il suo controllo sul confine a scanso di possibili 'operazioni di polizia' anti-terrorismo da parte dell'Esercito arabo siriano.

giovedì 17 maggio 2012

I sunniti wahabiti vorrebbero scimmiottare Hezbollah a Tripoli e nel Nord del Libano, ma li aspettano solo delusioni e sconfitte!

Saad Hariri, figlio dell'ex Premier libanese morto in circostanze misteriose, probabilmente assassinato da Israele a causa del suo malvisto riavvicinamento al campo filosiriano e al Presidente Assad, che più volte abbiamo definito "Il Renzo Bossi Libanese" per la sua totale mancanza della perspicacia, dell'arguzia, del 'senso tattico' che fecero del suo genitore un fortunatissimo businessman prima ancora che un politico di successo, sta finalmente raccogliendo la messe della sua stupidità, della sua superficialità, del suo servilismo e della sua inanità. Il problema é che facendolo sta trascinando nella violenza e nella rovina l'intera città di Tripoli Siriaca e forse tutto il Nord del Libano.

Per anni e anni il mezzo-saudita Saad Hariri, capo del 'Movimento Futuro' era andato in giro in lungo e in largo per il Libano ripetendo "ad nauseam" che il suo partito e la coalizione di Destra di cui faceva parte (l'Alleanza 14 marzo) rappresentavano "l'unica alternativa alla crescita dell'influenza sunnita ortodossa, salafita e wahabita" nel Paese dei Cedri; oggi, con Tripoli in mano a gruppi armati di sunniti che non riconoscono alcuna autorità se non quella di qualche autoproclamato 'sceicco' wahabita o qualche capo terrorista attivo in Siria é dolorosamente, paurosamente evidente che quelle non erano altro che balle e fanfaluche e che anzi, dietro il comodo 'paravento' del Movimento Futuro e dell'Alleanza 14 Marzo loschi personaggi hanno trescato e tramato nel tentativo di preparare il 'momento propizio' per fare fuori l'utile idiota Hariri, metterlo all'angolo e fare esplodere l'insorgenza wahabita e qaedista nel Nord del paese, nel disperato tentativo di 'collegarla' alle azioni terroristiche degli altri estremisti sunniti e qaedisti attivi oltreconfine.

Ma quali sarebbero i piani di questi folli, di queste pedine degli Emiri Al-Thani e Al-Saoud, che non si rendono conto che, anziché partecipare (come molti di essi credono) a una 'jihad' in realtà si stanno trasformando in guardiani degli interessi di una piccolissima cerchia di ricchissimi e corrottissimi usurpatori?

Apparentemente, per quanto possa sembrare strano, essi vogliono imitare il successo della comunità sciita (attraverso le milizie e i partiti di Amal ed Hezbollah) per emergere come player maggiore della politica libanese, solo che, lungi dall'accontentarsi di reclamare il loro ruolo nel palcoscenico libanese secondo la saggia massima del 'vivi e lascia vivere' i sunniti estremisti vorrebbero imporre il loro credo wahabita a tutta la società, cosa che gli sciiti non hanno mai cercato di fare. Ovviamente non hanno alcuna speranza di riuscirvi, visto che mai e poi mai il wahabismo é stato in grado di mobilitare le coscienze, gli animi e i cuori del popolo come invece gli sciiti hanno fatto a più riprese, sia quando guidati dalla Rivoluzione Iraniana, sia da Amal ed Hezbollah, sia dagli esponenti della famiglia Al-Sadr (in Irak) si sono dimostrati capaci di fare in scenari e situazioni diversissime.

Il wahabismo é una malapianta che prospera solo se viene annaffiata dai dollari petroliferi Sauditi e Qatarioti, ma se viene privato di quella ruscellagione deperisce e muore in brevissimo tempo. Lo sciismo politico invece é in grado di resistere non solo senza sostegno esterno, ma soprattutto quando viene attivamente perseguitato e represso dalla SAVAK dello Scià, dal Mukhabarat di Saddam Hussein, dal Mossad israeliano e dai suoi lacché dell'SLA, e anche ora in Bahrein dagli sgherri di casa Al-Khalifa.

 I terroristi wahabiti in Libano potranno scatenare caos, violenza, fare poche o molte vittime, ma alla fine la superiorità di Hezbollah, Amal e dei loro alleati li ridurrà al silenzio e all'impotenza: i cristiani maroniti che fino ad oggi sotto leader impresentabili come Geagea e i Gemayel sono stati alleati del Movimento Futuro e del suo re-travicello Saad Hariri potranno scegliere se rimanere dove si trovano ora, a vedere crescere e svilupparsi la forza wahabita che li vuole tutti sottomessi o esuli o cercare un diverso posizionamento nello scenario politico, da cui possano impegnarsi ed eventualmente lottare per un Libano democratico, pluralista, dove tutti i gruppi etnici e religiosi abbiano pari dignità, diritti e doveri.
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venerdì 6 aprile 2012

Nuovo imbarazzo per la corte-canguro incaricata di implicare Hezbollah nell'omicidio Hariri: anche il Presidente capisce che é un organo illegittimo!


Che succede quando un'organismo giuridico si rende conto, da sé stesso, seguendo la lettera del Diritto, le consuetudini e i precedenti, della sua stessa illegittimità? E' il caso del cosiddetto 'Tribunale Speciale per il Libano', corte-canguro voluta da Usa e Israele per ficcare il naso nelle questioni politiche del Paese dei Cedri, creata dopo l'assassinio di Rafic Hariri da parte del Mossad (che utilizzò all'uopo un drone senza pilota armato con un missile sperimentale tedesco fornito dalla compiacente Frau Merkel) e, nello specifico di accusare prima la Siria di aver voluto l'omicidio (pretesa bizzarra perché l'uomo d'affari ed ex-Premier si stava proprio riavvicinando velocemente a Damasco poco prima di venire assassinato) e, quando quella pista venne smentita, di puntare il dito contro Hezbollah.

Disconosciuto e avversato da tutti i Libanesi amanti dell'autonomia e dell'indipendenza del loro paese il 'Tribunale Speciale' (che ci piace considerare 'speciale' nello stesso modo in cui lo sono i mongoloidi) é passato attraverso varie peripezie, ultima in ordine di tempo quella legata alla mai troppo festeggiata dipartita del suo vergognoso Presidente Antonio Cassese, burattino di Washington e Tel Aviv, e il suo nuovo capo, David Baragwanath, ha messo poco tempo a capire, aiutato dalle considerazioni del capo della Difesa François Roux in testa a che razza di caravanserraglio sia stato messo.

Roux infatti ha fatto notare che, essendo stato istituito su richiesta e pressioni di Stati (Usa, Francia, Israele) diversi da quello dove é stato commesso il crimine i cui colpevoli dovrebbe individuare e giudicare il tribunale é essenzialmente un'agenzia incaricata da questi di interferire con la politica interna di uno paese sovrano e in quanto tale incostituzionale e illegittimo. Baragwanath si é salvato "in corner" citando il suo ruolo di presidenza e il contemporaneo scranno da lui occupato nella commissione appelli del Tribunale per significare la sua impossibilità a esprimere un giudizio sulle dichiarazioni di Roux. A parte che citando lo statuto del Tribunale Baragwanath ha confuso l'articolo 10 con il 12 quando ha detto che quest'ultimo lo obbliga a esprimere posizioni che rappresentano l'opinione ufficiale della Corte é evidente che le giustificazioni addotte non sono altro che artifici retorici e che lo stesso Presidente, terrorizzato dalla giustezza dei rilievi di Roux, teme il momento in cui, come l'imperatore nudo, tutta l'arbitrarietà e l'arroganza su cui, come su sabbia, sono state poste le fondazioni dell'STL verranno riconosciute come tali e l'intera arzigogolata e sghemba impalcatura del Tribunale Speciale rovinerà, fragorosamente, al suolo.
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martedì 3 gennaio 2012

Dopo un "orribile" 2011 Saad Hariri, il Renzo Bossi libanese, vede grigio anche l'anno nuovo!


E' veramente un tristissimo 2011 quello che si é appena chiuso per Saad Hariri, il Renzo Bossi libanese, che, da capo del Governo di Beirut e gran referente degli interessi imperialisti americani, israeliani e sauditi nel Paese dei Cedri si é rapidamente trovato "trombato", politicamente marginalizzato e costretto dai suoi controllori esteri a impelagarsi in rischiose operazioni di contrabbando di armi verso la Siria, che mano a mano che vengono scoperte minano sempre di più la sua credibilità politica e la sua popolarità (giacché vi sono molti libanesi, anche politicamente e socialmente conservatori, che hanno orrore all'idea che i loro partiti politici di riferimento soffino sul fuoco del terrorismo in Siria). La cosa deprimente, per il povero Hariri Jr. é che niente di tutto questo sembra destinato a migliorare nel prevedibile futuro, anzi, più passa il tempo e più aumentano le possibilità che dall'interno della sua coalizione (probabilmente dall'area falangista) la sua leadership venga contestata e sfidata.
Così "machi" e sbruffoni nelle loro t-shirt attillate, i miliziani di Saad Hariri vennero sonoramente presi a calci da Hezbollah e alleati nell'estate 2008.
Come capita quasi sempre agli stolti, Hariri non ha altri che sé stesso da incolpare per i suoi mali, é stato lui infatti, accettando acriticamente gli "ordini" che venivano dall'inquilino nero della Casa Bianca e dalla sua "Strega dell'Ovest" a cercare di 'far saltare' gli accordi che, con la mediazione siriana e saudita, nel 2008 avevano posto fine al confronto sulla rete di telecomunicazioni di Hezbollah, il risultato di questa manovra fu la rottura della maggioranza parlamentare, il voto di sfiducia e la creazione di una nuova maggioranza centrata attorno all'alleanza progressista "8 marzo" che elesse nuovo Premier il sunnita Najib Mikati e che ha iniziato una vigorosa azione di Governo affrontando di petto le tante questioni che, per quieto vivere, Hariri aveva 'spazzato sotto il tappeto'.
Come dimostrato da questa foto, con un miliziano dell'SSNP che traffica tranquillamente negli uffici del 'Movimento Futuro', lasciato incustodito e terra di conquista dai "machos" di cui sopra!
Bisognoso di 'coccole' il povero Saad ha passato la maggior parte del 2011 lontano dall'ingrata madrepatria, passando la maggior parte del tempo in Arabia Saudita (dove ricordiamo é nato ed é stato educato, facendo perciò di lui un 'mezzo libanese' a dir tanto e soprattutto un mezzo libanese che la Guerra Civile l'ha vista solo in TV...); se gli affari pubblici sono andati malissimo non più grandi soddisfazioni gli hanno dato quelli privati dove, per far fronte a una drammatica crisi di liquidità, Hariri Jr ha dovuto vendere la sua compagnia di telecomunicazioni in Turchia.

L'inizio dell'aggressione imperialista contro la Siria, condotta tramite provocatori e terroristi infiltrati, segnò un tentativo di 'riscatto' per il suo 'Movimento Futuro' che, cercando di darla a bere all'opinione pubblica mondiale con l'aiuto dei media in mano alla lobby sionista internazionale radunò migliaia di libanesi sul confine settentrionale con la Siria, facendoli riprendere dai cameraman e dichiarando che erano "profughi siriani" per i quali bisognava preparare "campi di accoglienza" (sperando poi di far diventare detti campi centrali di spionaggio e terrorismo al servizio di CIA, Mossad e servizi di Riyadh). Ma l'impostura non ingannò nessuno e, sul teatro politico libanese, aggiunse ridicolo alle sue altre recenti sconfitte.

Adesso in Libano si deve discutere la nuova legge elettorale, che prelude alla grande battaglia delle urne che si terrà nel 2013; un altro appuntamento imporante sarà il dibattito per l'eventuale rinnovo della 'cooperazione' con il cosiddetto 'Tribunale Speciale', (la corte-canguro anti-Hezbollah -e prima anti-Siria- voluta da Washington e Tel Aviv) che molti vedono come l'occasione ideale per tranciare ogni rapporto con questa entità partigiana e asservita a interessi stranieri. Hariri sembra totalmente incapace di fornire una leadership efficace per la sua parte politica, ma i suoi rivali interni devono agire rapidamente o queste scadenze li sorprenderanno ancora sotto la guida di un 'condottiere' tentennante e insicuro, succube dei suoi manipolatori stranieri, intrappolato dal paragone con la figura del padre (che stava per passare armi e bagagli alla coalizione filo-siriana e filo-hezbollah quando venne assassinato da Israele).
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sabato 29 ottobre 2011

L'Alleanza 8 marzo rifiuta i tentativi ricattatori dell'occidente imperialista: "Non finanzieremo la vostra corte-canguro!"



La leadership della "Alleanza 8 Marzo", la coalizione politica progressista che al principio del 2011 ha strappato al debole e confusionario 'Renzo Bossi libanese' (Saad Hariri) le leve del Governo per riporle nelle ben più capaci mani di Najib Mikati, ha reiterato la propria contrarietà a finanziare 'motu proprio' il budget della vergognosa 'corte canguro' denominata 'Tribunale Speciale per il Libano'; l'aborto giuridico escogitato da Israele ed Usa per coinvolgere a qualche titolo, non importa con quali contorsionismi legalistici, la Siria o Hezbollah nell'assassinio dell'ex Primo Ministro Rafik Hariri (in realtà ucciso da Israele con un drone senza pilota e un missile sperimentale fornito dal Governo tedesco).
Antonio Cassese, un triste pagliaccio italiano venduto a Usa e Israele...
Il Tribunale Speciale per il Libano ('Speciale' nello stesso senso in cui sono 'speciali' i mongoloidi) si trova letteralmente a terra: senza un quattrino e senza nemmeno una guida, dopo le frettolose dimissioni del pagliaccio Antonio Cassese, lo stesso 'esperto' che orchestrò i processi-farsa a senso unico sulla ex-Jugoslavia, dove 'misteriosamente' i membri di HVO e UCK sono sempre assolti, e che attaccò anche il Sudan per conto di Usa e Israele, tolto di mezzo recentemente da un provvidenziale attacco di cuore; sarebbe dunque l'occasione perfetta per archiviare per sempre questo brutto capitolo e dimenticarlo per sempre.

Ma ecco arrivare a spron battuto gli Stati Uniti seguiti dai nani e ballerine dell'Europa sempre più schiava e succube di USrael e della sua lobby: in una recente serie di messaggi minatori rappresentanti dell'arrogante e stolido imperialismo occidentale hanno minacciato 'gravi ritorsioni' contro Beirut se non si piegherà ai diktat di Washington e Tel Aviv, nella speranza di creare fratture tra i partner maggiori e minori dell'Alleanza 8 Marzo.

A stretto giro é arrivata la risposta; identica sia da parte di Amal, che da parte di Hezbollah o dell'LMP di Aoun o persino dai partner minori della coalizione, quelli che magari non hanno portato nemmeno un deputato in Parlamento ma che, nondimeno, controllano magari un seguito elettorale sufficiente, in uno o due distretti, a garantire risultati importanti: "Il Libano non finanzierà un organismo creato e imposto dall'estero senza prima un voto in merito del Parlamento, é una questione di sovranità". Di fronte a questa compatta determinazione, ogni tentativo di spaventare o intimidre la nuova classe dirigente che finalmente regge il Paese dei Cedri non per conto di interessi stranieri, ma solo e soltanto in nome del suo diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza, é destinato oggi e in futuro ad avere la peggio.

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mercoledì 26 ottobre 2011

Nasrallah: gli Stati Uniti sono spaventati e messi in crisi dagli sviluppi della Primavera Araba!


Il Segretario Generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, in un discorso rilasciato ieri, ha affermato che le rivoluzioni popolari nel mondo arabo sono movimenti spontanei e genuini, non imposture orchestrate dall'estero come le 'rivoluzioni colorate' organizzate dalla CIA negli ultimi anni e di cui una provò anche a deviare il corso della politica libanese in occasione dell'assassinio di Rafik Hariri. "Quelli a cui stiamo assistendo oggi sono movimenti nazionali che vedono i popoli protagonisti, non parti di un piano escogitato a Washington o altrove".

Nasrallah ha messo in guardia dal lasciarsi affascinare dalla narrativa maldestramente messa in scena dalla Casa Bianca e ripetuta dai media ad essa allineati, secondo la quale gli Usa sarebbero 'felici' degli sviluppi in Nordafrica e Medio Oriente e li sosterrebbero: tutti i dittatori cacciati finora erano pupazzi dell'America (Mubarak, Ben Ali) oppure si erano a essa allineati nel recente passato (Gheddafi), in Yemen gli Usa sostengono in ogni modo il tiranno abbarbicato al suo trono. Il resto del discorso ha visto il leader del movimento sciita spaziare su una vasta gamma di argomenti; dalle elezioni in Tunisia alla fine della rivolta armata in Libia, dal ritiro delle ultime truppe americane in Irak fino alla situazione attuale in Siria.

Nasrallah ha dichiarato che secondo le sue fonti ormai il Governo del Presidente Assad ha sventato le più grandi minacce contro il popolo e la nazione siriana, nonostante sette mesi di terrorismo e attacchi da parte di provocatori e infiltrati stranieri l'unità fra gente comune e istituzioni si é dimostrata più forte dei complotti e delle stragi. Il ritiro definitivo dall'Irak da parte degli occupanti americani, poi, é stato paragonato da Nasrallah a "una storica sconfitta per l'imperialismo, significativa almeno quanto quella patita in Vietnam o quella israeliana del ritiro dal Sud del Libano".

Concludendo, con un unico ma importante riferimento alle questioni interne del Paese dei Cedri, il leader di Hezbollah ha raccomandato che, in caso di mancanza di accordo a livello ministeriale, la questione dei finanziamenti libanesi alla 'corte-canguro' del cosiddetto Tribunale Speciale per il Libano dovrebbe venire sottoposta al Parlamento e messa ai voti.
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martedì 13 settembre 2011

Najib Mikati sostiene Hezbollah contro gli spuri addebiti del "Tribunale speciale": un castello accusatorio che non si regge nemmeno in piedi!


Il Primo Ministro libanese Najib Mikati ha nettamente respinto ogni ipotesi di coinvolgimento del Movimento sciita di Resistenza Hezbollah nel caso dell'assassinio dell'ex Premier Rafik Hariri, invitando l'organizzazione a designare un team di difensori che demolisca una volta per tutte lo spurio e traballante impianto accusatorio messo in piedi da Cassese e Bellemare, talmente debole da non poter resistere a nemmeno cinque minuti di disamina.

Mikati ha rilasciato questo invito durante una recente intervista con la televisione libanese Al-Jadeed, aggiungendo anche che i membri del cosiddetto "Tribunale Speciale per il Libano" dovrebbero essere a loro volta messi sotto accusa per l'affaire delle false testimonianze utilizzate per tentare di accusare prima la Siria e ora Hezbollah di coinvolgimento nell'attentato del 2005.

Il Segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha definito il Tribunale speciale come un "Nido di corruzione politica, morale e finanziaria", parte di un disegno israeliano e americano per tentare di infangare la Resistenza e di seminare tensione e divisione tra le varie componenti politiche ed etnico-religiose della società libanese. "Leggendo i testi rilasciati dal tribunale salta agli occhi l'assenza di qualunque prova sostanziale a supporto delle sue accuse: tutto ciò che hanno é una prova indiziaria costituita dalle registrazioni di alcuni telefoni mobili, di cui non si sa con certezza nemmeno che siano mai stati in mano dei sospettati, figuriamoci di loro proprietà".
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martedì 23 agosto 2011

Il Libano rifiuta le accuse pretestuose e le prese di posizione del tribunale-canguro di Usa e Israele!

 In una attesissima conferenza stampa tenutasi poche ore fa il capo della delegazione parlamentare di Hezbollah Mohammad Raad (a destra nella foto sopra), insieme al noto legale Salim Jreissati ha articolato di fronte a un parterre gremito di rappresentanti della stampa locale e regionale i motivi per cui le speciose accuse e le istanze del cosiddetto 'Tribunale speciale per il Libano' sono assolutamente irricevibili, in quanto non basate su un minimo standard accettabile di equanimità, indipendenza di giudizio e certezza procedurale. "Questo tribunale" ha spiegato Raad "prima ha sposato una tesi, dopodiché si é messo a cercare puntelli con cui sostenerla, non importa quanto distaccati dalla realtà dei fatti".


"Oggi, di fronte a un'accusa lanciata contro quattro membri della Resistenza, le forze parlamentari e governative libanesi hanno seriamente considerato la questione sotto diversi punti di vista e non hanno potuto se non considerare lo scenario proposto dal Tribunale come nullo e vuoto, destituito di ogni creibilità, infarcito di invenzioni, circostanze tendenziose e politicamente faziose; non vi é bisogno di alcuno sforzo per considerare tale organismo un attentato all'autonomia e alla libertà del nostro Paese".

"Come cinque anni fa la Resistenza difese militarmente il Libano dall'attacco sionista, oggi deve difendere la sua indipendenza dalle macchinazioni delle potenze imperialiste e dalle loro quinte colonne all'interno del Paese, la nostra esperienza ci rende certi che sarà anche questa volta pari alla sfida che le si presenta: non si sottometterà ai desideri dei nemici della Patria e con fermezza e volontà patriottica pari a quelle espresse in battaglia, sconfiggerà i loro tentativi e negherà ai cospiratori gli obiettivi che si propongono di raggiungere".

Jreissati, continuando il discorso da un punto di vista strettamente legale ha fatto notare come, muovendosi in un campo privo di precedenti il Tribunale speciale avrebbe dovuto rifarsi alle procedure della legge libanese, ma ha preferito non farlo perché in quel caso non avrebbe potuto lanciare accuse contro Hezbollah e la Resistenza in mancanza di prove certe e inoppugnabili, che ovviamente non era in grado di produrre, preferendo quindi il "limbo" circostanziale e indiziario dove le deboli e fasulle evidenze costruite all'uopo potevano, nela penombra, dare l'impressione di essere ciò che non erano.

Questi fatti, uniti ad altre evidenti negligenze, come per esempio il ripetuto e ostinato rifiuto di Bellemare e Cassese di investigare la "pista israeliana", che punta a un omicidio via drone, compiuto grazie a un missile sperimentale tedesco, così come il rifiuto di coinvolgere nell'inchiesta i responsabili della penetrazione israeliana nel network di comunicazione libanese, mostrano l'insincerità e la parzialità degli inquirenti.
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giovedì 18 agosto 2011

Nasrallah denuncia le trame israeliane e americane: "Vogliono riportare il caos della guerra civile!"

Il Segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha dichiarato in un discorso tenuto ieri che Washington e Tel Aviv, scornate nei loro obiettivi di manipolazione e controllo della politicia libanese per scopi imperialistici, stanno preparandosi a soffiare sul fuoco delle rivalità settarie, etniche e religiose in un disperato tentativo di far divampare nuovamente le fiamme della guerra civile, che hanno avvolto il Libano per oltre 15 anni tra il 1975 e il 1991.

Il leader del movimento religioso sciita ha denunciato le manovre del tribunale speciale per il Libano che si ostina a perseguire una pista d'indagine totalmente strumentale e screditata cercando di coinvolgere Hezbollah nell'assassinio dell'ex premier Rafik Hariri, ignorando volutamente tutti gli indizi che portano a una matrica sionista dell'attentato. Prima di fissare le sue attenzioni su Hezbollah il tribunale aveva accusato la Siria, venendo pubblicamente smentito e dovendo cambiare 'bersaglio'.

Nasrallah ha messo in guardia le forze politiche di minoranza, capeggiate da Saad Hariri, dal farsi pedine di quanti vogliono riportare il Libano alle tragedie del passato, avvertendo, inoltre, che pù diventa evidente la subservienza del 'Movimento del Futuro' e delle altre forze dell' 'Alleanza del 14 marzo' ai diktat di potenze straniere, tanto più declina il loro seguito tra la popolazione libanese che, a prescindere dagli steccati di setta o di credo politico, per la stragrande maggioranza vuole vivere in un paese autonomo e indipendente e non certo in un "feudo" americano o israeliano.
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giovedì 7 luglio 2011

Dal Parlamento di Beirut uno sganassone ad Hariri e Bellemare: Najib Mikati è ora nuovo Premier libanese!


Un boomerang in pieno volto, ecco come sintetizzare l'effetto delle manovre del "tribunale speciale per il Libano" (ricordiamo, 'speciale' come 'speciali' sono i mongoloidi) che qualche giorno fa, con esemplare presunzione e sicumera, aveva accusato quattro rappresentanti di Hezbollah di essere coinvolti nell'assassinio dell'ex Premier Rafik Hariri (che molte fonti, al contrario, danno come quasi certamente ucciso da Israele grazie a un drone senza pilota di manifattura Usa e a un missile a testata speciale prodotto in Germania).

Hariri Jr, più a suo agio nei panni del principotto saudita piuttosto che in quelli del moderno uomo di stato
Ovviamente l'intento nemmeno troppo recondito di Bellemare, Mehlis e soci era quello di creare fessure e spaccature nella nuova maggioranza parlamentare che a gennaio aveva negato la fiducia al figlio dell'Hariri assassinato (Saad, il Renzo Bossi libanese allevato in Arabia Saudita e manipolato da Ryiadh, Tel Aviv e Washington) indicando Najib Mikati come nuovo premier.

Cinque mesi di trattative attentissime, condotte con certosina precisione per rispettare ogni comma del delicato 'Cencelli' in vigore a Beirut avevano finalmente prodotto un Governo pronto ad assumere i pieni poteri e, nel tentativo di fare sfaldare l'alleanza tra "8 marzo" e Drusi, puntualmente erano arrivate le comunicazioni 'a orologeria' dell'STL. Tutto da rifare dunque? Aria di elezioni anticipate nel Paese dei Cedri?

Affatto perché, in una vampata di orgoglio nazionale non soltanto l'aula parlamentare ha dato la fiducia a Mikati ma persino il Partito Democratico Libanese, formazione drusa di secondo piano che si era 'sflilata' dalla coalizione in quanto delusa dalla posizione riservata al suo leader, é tornata nei ranghi e ha aggiunto i suoi due voti alla bilancia, restituendo così (ma a ranghi invertiti) gli stessi 'numeri' che avevano sancito la caduta di Hariri Jr (68 voti contro 60).
Sostenitori di Hezbollah, partito-cardine dell'Alleanza 8 marzo
Grande l'entusiasmo nelle file del blocco progressista, mentre ai conservatori in mano a Sauditi, Usa e Israele, sempre più minoranza in Parlamento come nel Paese, non restano alternative ad ingoiare l'amaro boccone; chi si fa pedina di interessi esterni mettendo in pericolo le Forze della Resistenza che per anni hanno difeso sovranità e autonomia del Libano deve rassegnarsi a vedere la propria credibilità politica severamente diminuita.
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domenica 3 luglio 2011

Nasrallah: "Il 'tribunale speciale' é parte di un nuovo attacco sionista contro le forze della Resistenza"


In uno speciale messaggio televisivo diffuso ieri sera il Segretario Generale di Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah ha liquidato le accuse pervenute dal cosiddetto 'tribunale speciale per il Libano' come 'un nuovo assalto sionista contro la stabilità interna del Libano e le sue forze di Resistenza'. La Resistenza, ha articolato Nasrallah, ha sconfitto l'entità sionista sul campo di battaglia, rimandando le sue vantate formazioni di carri armati e paracadutisti oltre il confine con la coda tra le gambe; non essendo riusciti a piegare il Libano con le armi i sionisti e i loro sostenitori hanno 'cucinato' questa nuova insidia tentando di incolpare Hezbollah di un delitto compiuto da loro stessi.

E' noto infatti, che le posizioni di Rafik Hariri si fossero spostate in senso filosiriano e vicino al blocco progressista, é stato allora che Tel Aviv ha siglato la sua condanna a morte, eseguita, secondo il classico stile sionista, con un attentato compiuto a distanza da un drone senza pilota, cui é stato fatto lanciare un missile nel pieno di una strada trafficata, uccidendo altre venti persone insieme all'obiettivo principale, esattamente come accaduto negli omicidi di Yassin e Rantisi.

Al contrario del 'tribunale speciale' Hezbollah ha le prove di quanto afferma e ne ha mostrata una parte in passato. Nasrallah ha inoltre dimostrato che i computer e altre attrezzature del 'tribunale speciale' sono state trasferite dal Libano all'Aia attraverso israele, in modo da dare l'opportunità agli agenti sionisti di modificarle a loro piacimento. Tutta la procedura investigativa seguita da Bellemare e soci é irregolare ed é suscettibile di venire distrutta una volta sottoposta a uno scrutinio scrupoloso.
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giovedì 20 gennaio 2011

Michel Aoun dichiara che il Libano "E' troppo grande per venire ingoiato, troppo saldo per venire diviso"


Il capo del Libero Movimento Patriottico, formazione politica che attrae i cristiani (maroniti e di altre sette) che non si riconoscono nella squalificata e venduta leadership di Samir Geagea, -già caporione delle milizie fasciste libanesi e Quisling delle forze d'invasione israeliane durante gli anni '80-, l'ex-Presidente Michel Aoun, ha dichiarato in una conferenza stampa tenutasi a Rabiyeh che l'ex Primo Ministro Saad Hariri, investito di un inutile mandato 'esplorativo' dal Presidente libanese Michel Suleiman, non ha "alcuna speranza" di tornare in sella, dopo che é stata rivelata la sua connivenza con le male pratiche del Tribunale speciale per il Libano, registrata su nastro.

"Le forze che vogliono soggiogare e spartire il nostro paese vorrebbero rimettere sullo scranno di Capo del Governo Hariri, implicato in un vergognoso scandalo di false testimonianze con le quali sperava di guadagnare credito politico lucrando sulla morte di suo padre, alleandosi con gli stessi che ne hanno organizzato l'assassinio; Hariri, il cui nome in questi anni é diventato sinonimo di 'corruzione' avendo il suo esecutivo partecipato a una delle più grandi frodi ai danni delle casse erariali che questo paese ricordi, costato alle casse libanesi dozzine e dozzine di milioni di dollari".

Aoun ha altresì dichiarato che a precludere ad Hariri junior il ritorno al Potere non é in alcun modo la religione o la setta, affermando che la comunità musulmana sunnita ha "fior di individui" eminentemente qualificati e accettabilissimi per ricoprire l'alto incarico istituzionale. "Hariri non può esserci imposto, né dagli Stati Uniti e tanto meno da Israele, io non accetterò nessuna soluzione che preveda un gabinetto governativo meno che specchiato, prestigioso e autorevole, rispettoso delle Leggi e dell'Etica...l'autonomia e l'indipendenza di questo paese non sono opzionali e non potranno mai esserlo".

Rivolgendosi al recente naufragio dell'intesa diplomatica siro-saudita che era sul punto di produrre una soluzione bipartisan, condivisa e onorevole per l'affaire del Tribunale screditato e politicizzato, Aoun ha dichiarato: "Chi vorrebbe condannare questo paese alla divisione o al servaggio mandi i suoi armati contro di noi...sapremo come accoglierli e come mostrare loro che il Libano é troppo grande per venire ingoiato e troppo saldamente connesso per venire fatto a fette, come piacerebbe a certe potenze locali o d'Oltreoceano".

sabato 15 gennaio 2011

Khalid Amayreh su Israele e la sua natura destabilizzatrice e criminale

Khalid Amayreh
I membri del Governo ultranazionalista e razzista al potere in Israele, compreso il Primo Ministro Benyamin Netanyahu, si sono recentemente lamentati per la crescente campagna di critica e denuncia nei confronti dei crimini e degli abusi dello Stato ebraico, che loro con aperta ipocrisia chiamano "delegittimizzazione" (come se l'entità sionista sia mai stata in qualche modo legittima) e hanno evidenziato il bisogno che Israele e i suoi sodali e complici internazionali si mobilitino per "delegittimare i delegittimizzatori".

Ma una pur cursoria revisione delle attività in cui sono state coinvolte le forze di aggressione e repressione israeliane negli ultimi tempi evidenzierà oltre ogni legittimo dubbio la natura nefanda, illegale e assassina di un'entità i cui rappresentanti commettono crimini e atti di terrore consapevolmente e deliberatamente, con la piena certezza che non verranno mai chiamati a risponderne come succederebbe per i rappresentanti di qualunque altro Paese del mondo: sono queste loro azioni, non altro, a privare il cosiddetto Stato di Israele di qualunque pretesa e/o aspirazione a una qualsivoglia legittimità internazionale.

L'omicidio, volontario o casuale, costituisce la normale e quotidiana azione politica di Israele contro il popolo Palestinese e contro quanti coloro lo sostengono o solidarizzano con esso, siano essi individui, associazioni, gruppi o governi e nazioni. Alcune delle vittime degli omicidi sionisti sono figure apolitiche, innocenti la cui morte non ha alcuna giustificazione tranne il "bisogno" dei sionisti di infliggere dolore e sofferenza a coloro che percepisce come 'nemici'.

Lo scorso 9 gennaio soldati sionisti dal grilletto pruriginoso, al sicuro su di una piattaforma di tiro sopraelevata al confine con la Striscia di Gaza assediata hanno sparato, uccidendolo, al sessantacinquenne Shaban al-Garmout, un povero contadino palestinese, mentre stava prendendosi cura dei suoi campi che si trovano pericolosamente vicini alla "Zona della Morte", la terra di nessuno arbitrariamente stabilita da Israele all'interno stesso della Striscia. Con la totale mancanza di interesse che li contraddistingue quando si parla di morti non-Ebrei i portavoce delle forze militari israeliane hanno negato di essere a conoscenza dell'incidente; da costoro, uomini e donne senza distizione, si aspetterebbe quantomeno una parola di cordoglio o di empatia nei confronti di un uomo ucciso mentre lavorava la terra senza costituire una minaccia per nessuno...invano...forse tale albagia ha l'origine nell'indottrinamento razzista che é parte integrante dell'addestramento dei soldati israeliani, ricordiamo infatti che più di un esponente del rabbinato militare ha definito i non-Ebrei come "bestie" e "subumani" invitando i soldati a usarli come scudi.

I parenti della vittima e i testimoni oculari dell'assassinio sono ancora più netti: "Incidente? Un incidente é qualcosa che succede una, due, forse tre volte", dichiara Ahmet al-Garmout, congiunto della vittima "Ma qui stiamo parlando di un vero e proprio tiro al bersaglio quotidiano, gli 'errori' ripetuti quotidianamente hanno un diverso nome: sono una politica di assassinio". Basta guardare alla lista di Palestinesi assassinati sui confini della Striscia di Gaza mentre si recavano al lavoro, coltivavano le loro terre o raccoglievano materiali di risulta da impiegare nell'edilizia per capire che c'é più di un oncia di verità in queste parole.
Abu Mazen si é umiliato di fronte a Israele fino a rendersi odioso al suo stesso popolo...ha fatto forse cessare le violenze e gli omicidi israeliani? NO!
In seguito al recente assassinio di un altro sessantenne nella Cisgiordania formalmente 'controllata' da Fatah, la morte di Al-Garmout fa ancora più scalpore perché dimostra chiaramente come il disprezzo degli israeliani per le vite dei Palestinesi sia totale, sia che essi vivano nella Striscia di Gaza (che sotto la guida del Movimento di Resistenza Hamas rifiuta l'Occupazione sionista e viene perciò attaccata e assediata da Tsahal), ma anche quando sedicenti 'rappresentanti' del popolo di Palestina (come i sodali di Abu Mazen) fanno atto di sottomissione e si trasformano nei fedeli ascari degli interessi sionisti: il disprezzo e gli assassinii non cessano.

Qualche giorno prima di Al-Garmout e di Al-Qawasmi é toccato a Jawaher Abu Rahma venire martirizzata dalle truppe di occupazione sioniste, soffocata dai gas urticanti lanciati in concentrazione letale contro un rally di protesta che non faceva altro che contestate pacificamente l'estensione dell'infame barriera dell'Apartheid sulle terre palestinesi. Se la lista sempre crescente dei crimini dello Stato ebraico non lo qualifica come un'entità malvagia, canagliesca, assassina, che cosa sarebbe necessario per giungere a tale conclusione?

Dobbiamo forse aspettare l'erezione di una nuova Auschwitz per ammettere finalmente la natura criminale di Israele? Quante piogge di fosforo bianco, quanti pogrom militari condotti contro infrastrutture e abitazioni civili saranno ancora necessarie? L'impostura del cosiddetto "esercito più morale del mondo" ha ancora sostenitori? Cos'hanno da dire davanti al sudario insanguinato del 65enne Al-Qawasmi? Che cosa hanno da dire davanti al pianto della madre di Jawaher e Bassem Abu Rahma?

L'innegabile e oggettiva natura criminale di Israele non é ristretta o limitata all'arena palestinese...il Mossad si occupa normalmente di inviare "squadroni della morte" all'estero ad assassinare a sangue freddo cittadini di altri Stati, con operazioni di killeraggio o di vera e propria strage...i casi di Gerald Bull, Rafik Hariri, Mahmoud Al-Mabhouh e molti altri ancora sono emblematici e tipici della concezione sionista delle operazioni di "intelligence".

Con simili credenziali criminali, senza una decisa e aperta azione di stigmatizzazione, condanna, isolamento e sanzioni da parte della Comunità internazionale Israele continuerà a essere un fattore destabilizzante non solo nei confronti della Palestina o del Medio Oriente, ma anche dell'Asia, del Nordafrica e del mondo in generale. Il terrorismo di Stato israeliano continuerà a influenzare per il peggio le vite di milioni di persone in tutto il pianeta. Diventa quindi un imperativo morale e politico mobilitarsi con ogni mezzo legale, giustificato e appropriato per contenere e controbattere la letale carica di caos e distruzione che la presente linea di condotta israeliana reca con sé, in modo che, messo di fronte alle conseguenze del suo agire, Israele stesso cessi di portare al potere politici tanto pervicacemente e costantemente alieni dalle più comuni norme della legalità e del Diritto internazionale.