L'ex-membro di Fatah Mohamed Dahlan, già 'Ras' di Gaza e "mister 40 per cento" (nel senso che i suoi sgherri facevano man bassa del 40 per cento di tutto quanto passava attraverso il varco di confine di Karni), espulso dal movimento di Abbas, complice degli assassini di Mahmoud Mabuh, accusato di malversazioni e omicidi, avrebbe ricevuto negli scorsi giorni la cittadinanza serba.
La cittadinanza di un altro paese gli sarà molto utile quando verrà raggiunto dalle conseguenze di qualche altro "pecadillo", come ad esempio l'avere infiltrato suoi seguaci a Gaza col compito di mettere in piedi organizzazioni 'integraliste', o magari altri, rivelati da suoi ex-collaboratori inseguiti da mandati di cattura.
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domenica 1 febbraio 2015
Il traditore di Gaza e dei Palestinesi, Mohamed Dahlan, si é "comprato" la cittadinanza serba!!
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lunedì 25 marzo 2013
Sorpresa! E' stato il 'suicida' "Prigioniero X" ad aiutare Hezbollah a 'fare fuori' due talpe del Mossad in Libano!
Una nuova, illuminante rivelazione sul caso del "Prigioniero X", ex-spia del Mossad poi arrestato dal suo vecchio 'datore di lavoro' e morto in carcere con un suicidio che definire 'sospetto' é un eufemismo, non solo avrebbe collaborato coi Servizi Segreti degli UAE svelando il sistema con cui lo squadrone della morte sionista avrebbe usato passaporti australiani (egli stesso era un cittadino di Canberra grazie alla 'doppia nazionalità' sionista) per entrare nel paese e uccidere il dirigente di Hamas Mahmoud al Mabouh.L'uomo infatti (al secolo Ben Zygier) avrebbe con le sue rivelazioni anche aiutato Hezbolla a indentificare con sicurezza due agenti venduti operanti in territorio libanese: Ziad al-Homsi e Mustafa ali Awadeh, che infatti sono già stati neutralizzati dalla Resistenza libanese in cooperazione con la sicurezza interna di Beirut.
martedì 19 marzo 2013
Hamas ancora costretto a smentire suo coinvolgimento nelle repressioni violente in Egitto!
Ancora una volta Hamas prende la parola per respingere le accuse di stare contribuendo con una presenza armata di suoi militanti alla repressione governativa egiziana contro gli avversari politici correndo così in aiuto della traballate autorità del Presidente Mursi, espressione della locale Fratellanza Musulmana. Questa volte le accuse in merito sono state lanciate dal quotidiano "Al-Ahram al-Arabi".
La smentita di Hamas, ancora una volta pronunciata dal dirigente Moussa Abu Marzouk, 'ingegnere' insieme a Khaled Mishaal del 'dietro front' che ha portato il Movimento Musulmano ad allinearsi con gli emirati conservatori del petrolio e a tradire Iran e Siria, sono questa volta particolarmente articolate e vertono sulla ripetizione del concetto che Hamas non ha mai portato le sue lotte politiche fuori dalla Palestina occupata, come ha ripetuto Marzouk ricordando invece i leader martiri di Hamas come Mahmoud al-Mabhouh e lo Sceicco Azzedine Khalil uccisi dal regime ebraico a Dubai e Damasco.
Ovviamente il discorso di Marzouk é falso fin dall'inizio perché tace la fondamentale differenza che esisteva tra dirigenti come Mabhouh e Khalil e traditori venduti come lui, Mishaal e ad esempio Kamal Ghanaja, leader di Hamas ucciso in Siria mentre si prodigava per aiutare i terroristi wahabiti. Mabhouh, ucciso mentre stava per incontrarsi con agenti iraniani e Khalil, perito pur trovandosi sotto l'ospitalità generosa di Assad, avrebbero preferito farsi amputare un braccio piuttosto che tradire i loro alleati dell'Asse della Resistenza.
A guidare Hamas oggi invece sono sciacalli senza onore che possono anche 'prestare' qualche centinaio d'armati come mercenari a un Presidente malaccorto e superficiale come Mursi che é riuscito in poche settimane ad alienarsi le simpatie persino di una fascia del suo stesso elettorato e ora barcolla su una poltrona malsicura quanto quella di Mubarak...
La smentita di Hamas, ancora una volta pronunciata dal dirigente Moussa Abu Marzouk, 'ingegnere' insieme a Khaled Mishaal del 'dietro front' che ha portato il Movimento Musulmano ad allinearsi con gli emirati conservatori del petrolio e a tradire Iran e Siria, sono questa volta particolarmente articolate e vertono sulla ripetizione del concetto che Hamas non ha mai portato le sue lotte politiche fuori dalla Palestina occupata, come ha ripetuto Marzouk ricordando invece i leader martiri di Hamas come Mahmoud al-Mabhouh e lo Sceicco Azzedine Khalil uccisi dal regime ebraico a Dubai e Damasco.
Ovviamente il discorso di Marzouk é falso fin dall'inizio perché tace la fondamentale differenza che esisteva tra dirigenti come Mabhouh e Khalil e traditori venduti come lui, Mishaal e ad esempio Kamal Ghanaja, leader di Hamas ucciso in Siria mentre si prodigava per aiutare i terroristi wahabiti. Mabhouh, ucciso mentre stava per incontrarsi con agenti iraniani e Khalil, perito pur trovandosi sotto l'ospitalità generosa di Assad, avrebbero preferito farsi amputare un braccio piuttosto che tradire i loro alleati dell'Asse della Resistenza.
A guidare Hamas oggi invece sono sciacalli senza onore che possono anche 'prestare' qualche centinaio d'armati come mercenari a un Presidente malaccorto e superficiale come Mursi che é riuscito in poche settimane ad alienarsi le simpatie persino di una fascia del suo stesso elettorato e ora barcolla su una poltrona malsicura quanto quella di Mubarak...
domenica 17 marzo 2013
Ex-membri di Fatah e Anp sorvegliati in Egitto, si temono loro attentati contro rappresentanti di Hamas!
Secondo le rivelazioni di fonti anonime pervenute alle orecchie dei redattori dell'agenzia 'Quds Press' nel corso degli ultimi giorni diversi cittadini palestinesi già membri delle strutture di Fatah o che hanno ricoperto incarichi nella cosiddetta "Autorità Nazionale Palestinese" (che dal 2006 amministra illegalmente la Cisgiordania per conto degli occupanti del regime ebraico) sarebbero stati convocati dalle forze di sicurezza egiziane e i loro movimenti e incontri sottoposti a controlli estremamente intensi e accurati.
Sembra, infatti, che il controspionaggio del Cairo abbia motivo di credere che alcuni palestinesi già legati all'ala nazionalista dell'OLP ma che hanno perso la loro preminenza o i loro incarichi a causa dei rivolgimenti del fallito golpe anti-Hamas e della presa di controllo di Gaza da parte di quest'ultimo potrebbero (ora che rappresentanti del Movimento musulmano sono quasi 'di casa' nell'Egitto di Mursi dominato dall'Ikhwan) aver preparato attentati contro di loro.
Si calcola in circa 4000 il numero di ex-funzionari di Fatah e dell'Anp che, in seguito alla loro clamorosa sconfitta nella Striscia di Gaza dovettero fuggire precipitosamente nel regime di Mubarak, che li accolse a braccia aperte, tra essi molti uomini di Mohamed Dahlan, ex-capo della sicurezza preventiva di Gaza che si é già messo al servizio del Mossad fornendo supporto logistico allo "squadrone della morte" che a Dubai assassinò Mahmoud al-Mabouh.
Sembra, infatti, che il controspionaggio del Cairo abbia motivo di credere che alcuni palestinesi già legati all'ala nazionalista dell'OLP ma che hanno perso la loro preminenza o i loro incarichi a causa dei rivolgimenti del fallito golpe anti-Hamas e della presa di controllo di Gaza da parte di quest'ultimo potrebbero (ora che rappresentanti del Movimento musulmano sono quasi 'di casa' nell'Egitto di Mursi dominato dall'Ikhwan) aver preparato attentati contro di loro.
Si calcola in circa 4000 il numero di ex-funzionari di Fatah e dell'Anp che, in seguito alla loro clamorosa sconfitta nella Striscia di Gaza dovettero fuggire precipitosamente nel regime di Mubarak, che li accolse a braccia aperte, tra essi molti uomini di Mohamed Dahlan, ex-capo della sicurezza preventiva di Gaza che si é già messo al servizio del Mossad fornendo supporto logistico allo "squadrone della morte" che a Dubai assassinò Mahmoud al-Mabouh.
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martedì 19 febbraio 2013
Ramificazioni dell'affaire Ben Zygier portano verso i servizi segreti australiani...e a un visto di lavoro chiesto all'Italia...
Ancora sulla vicenda torbida di Ben Zygier, cittadino sionista con doppio passaporto australiano rapidamente passato dal rango di killer del 'Mossad' a sua vittima quando, rapito dagli UAE e rinchiuso segretamente in una prigione israeliana é stato quindi trovato morto impiccato nonostante la sua cella fosse dotata di tutti i più moderni sistemi di sorveglianza 'convenientemete' non in funzione al momento del suo decesso.Citando "fonti anonime" la ABC australiana ha dichiarato che a far scattare l'operazione di "estrazione" di Zygier dagli UAE non sarebbe stato il suo fermo da parte delle autorità degli Emirati, eventualità per la quale il killer di Mahmoud al-Mahbouh sarebbe anche stato preparato, ma piuttosto la sua loquacità nei confronti di rappresentanti dell'ASIO (i servizi segreti di Canberra) a cui avrebbe iniziato a raccontare dettagli di tutte le attività del Mossad di cui era al corrente, compresa una "maggiore operazione" programmata per il prossimo futuro in Italia.
E proprio verso l'Italia Zygier aveva esteso (con i suoi doppi documenti australiani, OVVIAMENTE) una richiesta di visto lavorativo. Quali altre rivelazioni riserverà questo dossier? E che cosa stava (o sta ancora!) tramando 'L'Istituto' di Tel Aviv nel nostro paese?
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sabato 16 febbraio 2013
"Prigioniero X": un cono di luce sui 'giochi sporchi' del Mossad! Ben Zygier era uno dei killer di Mabouh!
Un cittadino 'australiano' (col doppio passaporto sionista) rinchiuso per due anni in una prigione di Tel Aviv; un 'suicidio' più che sospetto e una 'connection' con la più sfacciata cospirazione assassina messa in piedi dal Mossad negli ultimi vent'anni; ce ne sarebbe abbastanza per scrivere uno spy-thriller di prim'ordine e, incidentalmente, per esporre Israhell come il regime brutale e autoritario che solo le "anime belle" alla Fabio Fazio (avido invitatore di sionisti canterini a Sanremo) e Roberto Saviano (stralunato 'guru anticamorra', che poi sostiene la mafia internazionale sionazista) si ostinano a non ammettere che sia.
L'australiano 'suicidato' nelle galere segrete di Netanyahu, infatti, aveva fatto parte, oltre ogni ragionevole dubbio, del 'Todesschwadron' dispacciato dal Mossad ad assassinare Mahmoud al-Mabouh, dirigente di Hamas, negli EAU, sfruttando il lavoro "preparatorio" compiuto dai collaboratori di Mohamed Dahlan, ex-cacicco di Fatah che aveva il dente avvelenato con Hamas per essere stato cacciato dal suo 'feudo' di Gaza.
Ben Zygier, questo il nome del 'Prigioniero X' era stato fermato e interrogato dai servizi segreti degli Emirati Arabi e, con le spalle al muro, aveva iniziato apparentemente a collaborare; subito alcuni suoi 'colleghi' del Mossad lo hanno rapito e trasportato in Israele, dove con molte poche cerimonie (e senza alcuna segnalazione alle autorità australiane) é stato buttato in cella, tenutoci due anni fino al suo 'suicidio'.
Questo si ottiene a farsi "spion" per conto del Moloch sionista; da un istante all'altro si può passare dalla schiera dei persecutori a quella dei perseguitati, dal novero degli assassini a quello degli assassinati! Meditate gente, meditate!
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sabato 29 dicembre 2012
Meeting a Dubai tra Shafiq, Dahlan e agenti del Mossad, cosa sta tramando lo spionaggio ebraico?
Numerosi contatti negli Emirati Arabi Uniti ci hanno segnalato che nelle ultime ore in quel di Dubai si sarebbe tenuto un vertice tra Tamir Pardo del Mossad, l'ex candidato presidenziale egiziano Ahmad Shafiq e l'ex-membro di Fatah ed ex-responsabile della Sicurezza dell'ANP, Mohamed Dahlan.
Come ricorderanno bene i nostri lettori Shafiq é fuggito di gran carriera dall'Egitto appena perse il ballottaggio contro Mohammed Mursi, rifugiandosi tra gli Emiri filo-americani e filo-sionisti che finora lo hanno protetto da tutti gli avvisi di garanzia e i mandati di comparizione spiccati nei suoi confronti per la partecipazione all'allegro regime di tangenti e mazzette della cleptocrazia mubarakiana.
Mohamed Dahlan, già "Ras" di Gaza ai tempi del predominio di Fatah, che con Mubarak stava tramando un golpe interno anti-Abbas poco prima della rivoluzione del 2011. E' uscito con le ossa rotte dal confronto interno con l'ex-delfino di Arafat, si é visto incriminato per tutta una serie di malversazioni e appropriazioni (ma anche omicidi) ed é stato espulso da Fatah venendo ridotto a 'paria' della politica palestinese.
Ovvio che un uomo senza più alcun appoggio cerchi di sfruttare gli ultimi agganci che gli rimangono: quelli con Israele e il Mossad, che lui aiutò ad assassinare il dirigente di Hamas Mahmoud al-Mabouh inviando due suoi dipendenti a "preparare il terreno" alla squadra-omicidi sionista prenotando e pagando auto a noleggio e stanze d'albergo poi utilizzate dai sicari.
Come ricorderanno bene i nostri lettori Shafiq é fuggito di gran carriera dall'Egitto appena perse il ballottaggio contro Mohammed Mursi, rifugiandosi tra gli Emiri filo-americani e filo-sionisti che finora lo hanno protetto da tutti gli avvisi di garanzia e i mandati di comparizione spiccati nei suoi confronti per la partecipazione all'allegro regime di tangenti e mazzette della cleptocrazia mubarakiana.
Mohamed Dahlan, già "Ras" di Gaza ai tempi del predominio di Fatah, che con Mubarak stava tramando un golpe interno anti-Abbas poco prima della rivoluzione del 2011. E' uscito con le ossa rotte dal confronto interno con l'ex-delfino di Arafat, si é visto incriminato per tutta una serie di malversazioni e appropriazioni (ma anche omicidi) ed é stato espulso da Fatah venendo ridotto a 'paria' della politica palestinese.
Ovvio che un uomo senza più alcun appoggio cerchi di sfruttare gli ultimi agganci che gli rimangono: quelli con Israele e il Mossad, che lui aiutò ad assassinare il dirigente di Hamas Mahmoud al-Mabouh inviando due suoi dipendenti a "preparare il terreno" alla squadra-omicidi sionista prenotando e pagando auto a noleggio e stanze d'albergo poi utilizzate dai sicari.
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sabato 16 giugno 2012
Scontri vicino Nablus tra seguaci di Abbas e di Mohammed Dahlan, i servi di Israele e degli Usa si sparano tra loro!
Violenti scontri si sono registrati negli scorsi giorni presso il campo profughi di Balata, a Est della cittadina di Nablus, quando forze di Fatah affiliate con la cosiddetta 'Autorità Nazionale Palestinese' (lo pseudo-governo 'bantustan' egemonizzato da Mahmud Abbas dopo il suo tentato Colpo di Stato contro il legittimo Governo eletto dai Palestinesei) hanno tentato di arrestare dodici seguaci di Mohammed Dahlan (il collaborazionista caduto in disgrazia dopo il suo goffo tentativo di preparare una 'scalata al vertice' contro Abbas con il sostegno di Mubarak, naufragato a causa della Rivoluzione che travolse quest'ultimo).
Membri di Fatah venduti a Israele e obbedienti al cacicco Mahmud Abbas si sono quindi scontrati con i seguaci dell'ex-'squalo' di Gaza, l'uomo che imponeva una sua personalissima "tangente" del quaranta per cento su tutti i traffici che attraversavano i varchi di confine controllati dai suoi uomini e che, a sua eterna vergogna, collaborò con gli assassini del Mossad mandando due suoi collaboratori a Dubai a "preparare il terreno" alla 'squadra omicidi' che uccise Mahmoud al-Mabouh, coraggioso leader di Hamas.
Testimoni oculari hanno riportato che 'poeticamente' gli scontri hanno coinvolto la zona 'Hashasheen' del campo profughi e le strade di Souk e di Madares, che all'apice della sparatoria erano attraversate da oltre cinquanta uomini armati che si sono barricati impedendo ai loro avversari dell'Anp di avanzare. In seguito allo scontro é partito, dopo lo scambio di proiettili, anche uno scambio di denunce e comunicati, dove i seguaci di Dahlan hanno accusato Abbas e l'Anp di volerli "perseguitare" e "vendere" a Usa e Israele (senti da che pulpito!) per continuare ad avere 'mano libera' nella loro 'allegra' gestione della cosa pubblica, mentre la parte opposta pretendeva di avere agito solo in nome 'dell'ordine pubblico' e della persecuzione verso Dahlan e i suoi associati, riconosciuti colpevoli di malversazione e corruzione.
Membri di Fatah venduti a Israele e obbedienti al cacicco Mahmud Abbas si sono quindi scontrati con i seguaci dell'ex-'squalo' di Gaza, l'uomo che imponeva una sua personalissima "tangente" del quaranta per cento su tutti i traffici che attraversavano i varchi di confine controllati dai suoi uomini e che, a sua eterna vergogna, collaborò con gli assassini del Mossad mandando due suoi collaboratori a Dubai a "preparare il terreno" alla 'squadra omicidi' che uccise Mahmoud al-Mabouh, coraggioso leader di Hamas.
Testimoni oculari hanno riportato che 'poeticamente' gli scontri hanno coinvolto la zona 'Hashasheen' del campo profughi e le strade di Souk e di Madares, che all'apice della sparatoria erano attraversate da oltre cinquanta uomini armati che si sono barricati impedendo ai loro avversari dell'Anp di avanzare. In seguito allo scontro é partito, dopo lo scambio di proiettili, anche uno scambio di denunce e comunicati, dove i seguaci di Dahlan hanno accusato Abbas e l'Anp di volerli "perseguitare" e "vendere" a Usa e Israele (senti da che pulpito!) per continuare ad avere 'mano libera' nella loro 'allegra' gestione della cosa pubblica, mentre la parte opposta pretendeva di avere agito solo in nome 'dell'ordine pubblico' e della persecuzione verso Dahlan e i suoi associati, riconosciuti colpevoli di malversazione e corruzione.
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giovedì 3 maggio 2012
Razzista islamofobo e filosionista arrestato in Inghilterra: preparava attentato "In stile Brevik"!
Kenny Holden, attivista razzista e islamofobo, affiliato alla famigerata EDL, associazione filosionista nota per la sua propaganda anti-musulmana e per i suoi legami con rappresentanti e agenti del regime ebraico dell'Apartheid é stato arrestato a causa delle sue ripetute dichiarazioni riguardo alla preparazione di un attentato "come quello di Brevik" contro la comunità islamica inglese.
Il 29enne britannico, forse reso incauto dalle eccessive libagioni al 'Pub', é stato preso in custodia dalle forze dell'ordine di Sua Maestà dopo l'ennesimo annuncio via pagina Facebook, di essere impegnato a preparare "un attentato in stile Brevik" contro i musulmani inglesi. La dichiarazione era particolarmente inquietante e ha scatenato la reazione di Scotland Yard visto che é provato come Brevik fosse in rapporti con la dirigenza dell'EDL già alcuni anni prima del suo attacco assassino a Oslo e contro un campeggo di giovani socialisti nell'isola di Utoya.
Attualmente sotto processo in Norvegia Anders Brevik ha dichiarato ripetutamente alla Corte giudicante di essere stato ispirato da 'mentori inglesi' tra cui ha trovato 'menti brillanti politicamente e militarmente'. La possibilità di un coinvolgimento del Mossad, agenzia sionista notoriamente coinvolta nell'infiltrazione e nella manipolazione dei movimenti razzisti e islamofobi in Occidente, é drammaticamente verosimile.
Il 29enne britannico, forse reso incauto dalle eccessive libagioni al 'Pub', é stato preso in custodia dalle forze dell'ordine di Sua Maestà dopo l'ennesimo annuncio via pagina Facebook, di essere impegnato a preparare "un attentato in stile Brevik" contro i musulmani inglesi. La dichiarazione era particolarmente inquietante e ha scatenato la reazione di Scotland Yard visto che é provato come Brevik fosse in rapporti con la dirigenza dell'EDL già alcuni anni prima del suo attacco assassino a Oslo e contro un campeggo di giovani socialisti nell'isola di Utoya.
Attualmente sotto processo in Norvegia Anders Brevik ha dichiarato ripetutamente alla Corte giudicante di essere stato ispirato da 'mentori inglesi' tra cui ha trovato 'menti brillanti politicamente e militarmente'. La possibilità di un coinvolgimento del Mossad, agenzia sionista notoriamente coinvolta nell'infiltrazione e nella manipolazione dei movimenti razzisti e islamofobi in Occidente, é drammaticamente verosimile.
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sabato 7 gennaio 2012
Aggiornamento sulla debacle del Mossad in Mauritania!
Un brevissimo "flash" per informare i nostri affezionati lettori che, grazie alla costanza con cui i nostri collaboratori ci inviano aggiornamenti e dettagli e allo zelo con cui i nostri redattori li controllano 24/7 anche durante giorni di festa come questi, siamo finalmente in grado di dare un nome e un cognome all'uomo di punta della rete spionistica sionista recentemente smantellata in Mauritania grazie agli sforzi dell'intelligence locale.
L'uomo, un tale Fares al-Banna, sarebbe altresì l'autore della missiva scritta a mano e inviata alla locale ambasciata degli UAE nella quale, in cambio di asilo politico e protezione l'autore (Al-Banna, appunta) prometteva "importanti rivelazioni" riguardo al caso dell'omicidio di Mahmoud al-Mabouh, il dirigente di Hamas martirizzato a Dubai da una 'squadra omicidi' sionista, che avrebbe agito però grazie al sostegno logisitico di elementi palestinesi al soldo di Mohammed Dahlan, l'ex-"squalo" di Gaza.
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mercoledì 4 gennaio 2012
La Mauritania smantella una rete di spionaggio sionista! Collegamenti col caso dell'assassinio di Mahmoud al-Mabouh
I media mauritani hanno riportato la notizia che le autorità locali avrebbero localizzato e smantellato una rete spionistica messa in piedi dai servizi segreti del regime ebraico, che comprendeva contatti e agenti locali e di diverse altre nazionalità, tutti comunque più o meno radicati in profondità nella comunità economica e politica del paese.
Le fonti indicano che i personaggi reclutati dal Mossad sarebbero stati pedinati e sorvegliati a lungo e, una volta accumulate prove bastevoli alla loro incriminazione, rapidamente arrestati nel corso di una vasta operazione coordinata. Secondo il quotidiano Al-Huriyeh (La Libertà) la rete di spionaggio sarebbe stata creata soprattutto per tramite di una locale agenzia turistica.
Di particolare interesse sarebbe una lettera rinvenuta dagli investigatori, indirizzata all'ambasciata degli UAE (Emirati Arabi Uniti) in Mauritania, nella quale uno dei principali sospettati, sentendosi ormai braccato, chiedeva asilo promettendo rivelazioni di dettagli importanti sull'omicidio di Mahmoud al-Mabouh, il rappresentante di Hamas assassinato a Dubai da uno squadrone della morte sionista. Riferimenti erano presenti nella missiva anche sul caso dell'esplosione di un aereo passeggeri etiope in Libano.
La Mauritania ha sospeso ogni relazione diplomatica con l'entità sionista dopo l'aggressione contro Gaza consumata da quest'ultima giusto tre anni fa.
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lunedì 25 luglio 2011
Il terrorista assassino di Oslo era in rapporti con estremisti inglesi filoisraeliani!
Anders Behring-Breivik, l'estremista massone e islamofobo responsabile della carneficina di Oslo, durante la quale, in diversi attacchi pianificati e portati avanti con una precisione militare che fa dubitare della matrice "solitaria" che i media con sospetta urgenza sembrano volersi affrettare ad attribuirgli é stato ospite, agli inizi della sua militanza razzista e violenta, della famigerata organizzazione inglese EDL.
L'EDL, che nel Regno Unito porta avanti un programma intollerante basato sull'islamofobia, é nota per le ottime relazioni che intrattiene con i fanatici sionisti e per l'aperta ammirazione che leader e militanti professano verso lo stato di Israele, in ciò imitati da molti altri rappresentanti dell'ultradestra europea che, scordate le fascinazioni neonazista, guardano invece con simpatia a Tel Aviv e al Regime dell'Apartheid ebraico, ai suoi attacchi contro Palestinesi e musulmani, alle sue politice persecutorie e discriminatorie.
Siccome é noto come tali gruppuscoli razzisti e violenti siano da sempre "terreno di coltura" e di reclutamento per i servizi segreti e avendo il Mossad più volte organizzato operazioni di assassinio e terrorismo all'estero (si pensi alle squadre omicidi sguinzagliate contro i combattenti palestinesi, come Mahmoud Mabouh), viene lecito il dubbio se la Norvegia, paese occidentale tollerante e aperto, sensibile alle istanze del popolo palestinese, già da ora pronto a riconoscerne lo Stato, partecipante a tutti i livelli alla campagna BDS (i fondi sovrani norvegesi hanno espulso dal loro portfolio di investimenti aziende in affari con Israele) non sia stata "punita" da qualche operativo del cosiddetto "Istituto" che abbia dato una mano allo squilibrato Breivik rendendolo capace di compiere un vero e proprio massacro.
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sabato 15 gennaio 2011
Khalid Amayreh su Israele e la sua natura destabilizzatrice e criminale
| Khalid Amayreh |
Ma una pur cursoria revisione delle attività in cui sono state coinvolte le forze di aggressione e repressione israeliane negli ultimi tempi evidenzierà oltre ogni legittimo dubbio la natura nefanda, illegale e assassina di un'entità i cui rappresentanti commettono crimini e atti di terrore consapevolmente e deliberatamente, con la piena certezza che non verranno mai chiamati a risponderne come succederebbe per i rappresentanti di qualunque altro Paese del mondo: sono queste loro azioni, non altro, a privare il cosiddetto Stato di Israele di qualunque pretesa e/o aspirazione a una qualsivoglia legittimità internazionale.
L'omicidio, volontario o casuale, costituisce la normale e quotidiana azione politica di Israele contro il popolo Palestinese e contro quanti coloro lo sostengono o solidarizzano con esso, siano essi individui, associazioni, gruppi o governi e nazioni. Alcune delle vittime degli omicidi sionisti sono figure apolitiche, innocenti la cui morte non ha alcuna giustificazione tranne il "bisogno" dei sionisti di infliggere dolore e sofferenza a coloro che percepisce come 'nemici'.
Lo scorso 9 gennaio soldati sionisti dal grilletto pruriginoso, al sicuro su di una piattaforma di tiro sopraelevata al confine con la Striscia di Gaza assediata hanno sparato, uccidendolo, al sessantacinquenne Shaban al-Garmout, un povero contadino palestinese, mentre stava prendendosi cura dei suoi campi che si trovano pericolosamente vicini alla "Zona della Morte", la terra di nessuno arbitrariamente stabilita da Israele all'interno stesso della Striscia. Con la totale mancanza di interesse che li contraddistingue quando si parla di morti non-Ebrei i portavoce delle forze militari israeliane hanno negato di essere a conoscenza dell'incidente; da costoro, uomini e donne senza distizione, si aspetterebbe quantomeno una parola di cordoglio o di empatia nei confronti di un uomo ucciso mentre lavorava la terra senza costituire una minaccia per nessuno...invano...forse tale albagia ha l'origine nell'indottrinamento razzista che é parte integrante dell'addestramento dei soldati israeliani, ricordiamo infatti che più di un esponente del rabbinato militare ha definito i non-Ebrei come "bestie" e "subumani" invitando i soldati a usarli come scudi.
I parenti della vittima e i testimoni oculari dell'assassinio sono ancora più netti: "Incidente? Un incidente é qualcosa che succede una, due, forse tre volte", dichiara Ahmet al-Garmout, congiunto della vittima "Ma qui stiamo parlando di un vero e proprio tiro al bersaglio quotidiano, gli 'errori' ripetuti quotidianamente hanno un diverso nome: sono una politica di assassinio". Basta guardare alla lista di Palestinesi assassinati sui confini della Striscia di Gaza mentre si recavano al lavoro, coltivavano le loro terre o raccoglievano materiali di risulta da impiegare nell'edilizia per capire che c'é più di un oncia di verità in queste parole.
| Abu Mazen si é umiliato di fronte a Israele fino a rendersi odioso al suo stesso popolo...ha fatto forse cessare le violenze e gli omicidi israeliani? NO! |
Qualche giorno prima di Al-Garmout e di Al-Qawasmi é toccato a Jawaher Abu Rahma venire martirizzata dalle truppe di occupazione sioniste, soffocata dai gas urticanti lanciati in concentrazione letale contro un rally di protesta che non faceva altro che contestate pacificamente l'estensione dell'infame barriera dell'Apartheid sulle terre palestinesi. Se la lista sempre crescente dei crimini dello Stato ebraico non lo qualifica come un'entità malvagia, canagliesca, assassina, che cosa sarebbe necessario per giungere a tale conclusione?
Dobbiamo forse aspettare l'erezione di una nuova Auschwitz per ammettere finalmente la natura criminale di Israele? Quante piogge di fosforo bianco, quanti pogrom militari condotti contro infrastrutture e abitazioni civili saranno ancora necessarie? L'impostura del cosiddetto "esercito più morale del mondo" ha ancora sostenitori? Cos'hanno da dire davanti al sudario insanguinato del 65enne Al-Qawasmi? Che cosa hanno da dire davanti al pianto della madre di Jawaher e Bassem Abu Rahma?
L'innegabile e oggettiva natura criminale di Israele non é ristretta o limitata all'arena palestinese...il Mossad si occupa normalmente di inviare "squadroni della morte" all'estero ad assassinare a sangue freddo cittadini di altri Stati, con operazioni di killeraggio o di vera e propria strage...i casi di Gerald Bull, Rafik Hariri, Mahmoud Al-Mabhouh e molti altri ancora sono emblematici e tipici della concezione sionista delle operazioni di "intelligence".
Con simili credenziali criminali, senza una decisa e aperta azione di stigmatizzazione, condanna, isolamento e sanzioni da parte della Comunità internazionale Israele continuerà a essere un fattore destabilizzante non solo nei confronti della Palestina o del Medio Oriente, ma anche dell'Asia, del Nordafrica e del mondo in generale. Il terrorismo di Stato israeliano continuerà a influenzare per il peggio le vite di milioni di persone in tutto il pianeta. Diventa quindi un imperativo morale e politico mobilitarsi con ogni mezzo legale, giustificato e appropriato per contenere e controbattere la letale carica di caos e distruzione che la presente linea di condotta israeliana reca con sé, in modo che, messo di fronte alle conseguenze del suo agire, Israele stesso cessi di portare al potere politici tanto pervicacemente e costantemente alieni dalle più comuni norme della legalità e del Diritto internazionale.
sabato 1 gennaio 2011
Il "piffero" Dahlan va in Egitto per suonare...e finisce...suonato!!
Una grave debacle quella che ha colpito Mohammed Dahlan, l'ex capo supremo delle forze di sicurezza dell'Anp che perse titoli, prebende e la maggior parte dei suoi seguaci quando venne poco cerimoniosamente sfrattato a colpi di Kalashnikov dal suo "feudo" nella Striscia di Gaza in seguito al fallimento del Colpo di Stato tentato da Fatah contro Hamas e il legittimo Governo espresso dal movimento musulmano in seguito alla sua schiacciante vittoria elettorale.
Privo di una posizione di potere da poter sfruttare per il proprio tornaconto personale (ricordiamo che Dahlan faceva trasferire sul proprio conto corrente privato il quaranta per cento delle tariffe doganali riscosse al varco di confine di Karni), Dahlan si ritirò per un periodo a 'vita privata', dedicandosi alla sua impresa di costruzioni edili (in cui aveva riciclato gli illeciti proventi di Karni) e collaborando col Mossad, mandando due suoi dipendenti ed ex-ufficiali della sicurezza dell'Anp a Dubai a "preparare il terreno" per il commando omicida del Mossad che assassinò Mahmoud al-Mabouh.
Ultimamente Dahlan é stato preso da un frenetico attivismo, cercando di rilanciare le sue azioni come possibile successore di Mahmud Abbas, l'ex Presidente dell'Anp il cui mandato é scaduto esattamente da due anni, proponendosi come latore di credenziali filo-israeliane e filo-americane ancora più solide di Abbas/Abu Mazen e millantando addirittura di avere un "piano sicuro per distruggere Hamas" e mettere quindi fine con la violenza alla scissione del fronte interno Palestinese; chissà se il suo piano per "eliminare" Hamas prevede anche l'eliminazione della maggioranza assoluta dei Palestinesi che hanno fiducia in Hamas per la sua coerenza politica e la sua buona amministrazione di Gaza, mentre ne hanno punto in Fatah per la sua corruzione e la sua mancanza di spina dorsale.
Dahlan aveva programmato un conferenza stampa al Cairo per la giornata del 29 dicembre, ma é stato costretto a cancellarla in fretta e furia quando é risultato evidente che l'evento si sarebbe trasformato in un clamoroso "flop", stante il rifiuto delle maggiori testate della stampa e della televisione egiziana di inviare la benché minima rappresentanza. Fatti i bagagli all'ex boss della sicurezza diventato palazzinaro non é restato che tornare a Ramallah con le pive nel sacco.
Ibrahim el-Darrawy ha così commentato l'evento: "I giorni del Dahlanistan, in cui mr. Dahlan poteva raccogliere attorno a sé la crema della stampa egiziana e mediorientale con il semplice schiocco delle dita sono definitivamente tramontati, il Governo del Cairo preferisce di gran lunga Abbas a Dahlan e il panorama dei media si adegua".
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giovedì 23 dicembre 2010
Lo squalo Dahlan infittisce le sue trame verso Abbas, ora chiede il sostegno dei filosionisti europei!
Ibrahim al-Darrawy, giornalista egiziano esperto di questioni palestinesi, ha recentemente affermato che Mohamed Dahlan, di gran lunga il più filoisraeliano e filoamericano fra gli esponenti di Fatah, avrebbe recentemente espresso il desiderio che alcuni suoi "contatti" europei, fra cui molti aderenti alla lobby filosionista, si "mettessero in moto" per esercitare pressioni sul Mahmud Abbas, dirigente della stessa formazione che fino al gennaio 2009 ha occupato la poltrona di presidente dell'Anp.
Le 'pressioni' che Dahlan vorrebbe veder sviluppate contro Abbas riguardano un suo ritorno in auge nella piccola schiera di "cacicchi" di Fatah che occupano le posizioni privilegiate nell'amministrazione della Cisgiordania, la parte di territorio palestinese occupato rimasta in mano di Abu Mazen e soci dopo il loro fallito tentativo di Colpo di Stato contro il legittimo governo espresso da Hamas in conseguenza della sua schiacciante vittoria elettorale del 2006.
| "Sì...pronto? Parlo dall'ufficio di Mohamed Dahlan...allora, ci porti cinque kebab di agnello completi di tutto, sì, molto piccanti...e patatine a parte...poi...due vaschette grandi di tabouleh..." |
| Manifesto commemorativo di Hamas per Mahmoud al-Mabhouh, ucciso grazie alla cooperazione fra il Mossad e Mohamed Dahlan. |
Mohamed Dahlan, all'apice della sua influenza, controllava tramite le varie agenzie di sicurezza dell'Anp, un totale di 20.000 uomini, ed era così riverito e temuto che i Palestinesi parlavano della Striscia di Gaza come "Dahlanistan"...tuttavia la sua popolarità (e il suo potere) ricevettero una prima grave scossa quando si scoprì che i doganieri del valico di frontiera di Karni dirottavano il 40% delle imposte di dogana riscosse direttamente sul suo conto corrente personale.
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