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domenica 5 maggio 2019
Nuovo Olocausto contro Gaza! La Resistenza risponde con 430 razzi!!
Tragiche notizie dal ghetto di Gaza, dove il Popolo di Palestina combatte una quotidiana epopea di Resistenza.
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mercoledì 13 dicembre 2017
Ancora un bombardamento aereo del regime ebraico contro la Striscia di Gaza!
Il portavoce ufficiale delle forze armate del regime sionista che occupa la Palestina, prontamente ripreso dall'agenzia/sito web "Al-Masdar" ha comunicato che nella giornata di ieri apparecchi militari di Tel Aviv hanno preso di mira 'obiettivi' nella Striscia di Gaza.
Ancora una volta il regime ebraico "accusa" i Palestinesi del ghetto assediato di avere lanciato proiettili contro i suoi insediamenti illegali (Ashkelon).
Ancora una volta il regime ebraico "accusa" i Palestinesi del ghetto assediato di avere lanciato proiettili contro i suoi insediamenti illegali (Ashkelon).
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domenica 20 settembre 2015
Iron Flop! Razzo palestinese colpisce Ashkelon (Ma obama promette altri 600 mln di $ a Tel Aviv!)
Dopo gli annunci paralleli di Hamas e della Jihad Islamica Palestinese riguardo alla definitiva rottura della tregua stipulata l'anno scorso al termine del confronto militare tra la Resistenza palestinese di Gaza e il regime ebraico di occupazione della Palestina un razzo palestinese é stato lanciato a mò di avvertimento contro le basi di miliziani ebrei (erroneamente detti 'coloni') di Ashkelon. "Bucando" come sempre il 'colabrodo' di 'Iron Dome' il proiettile é detonato causando ingenti danni materiali.
A più riprese abbiano illustrato con preclari esempi che razza di impostura e di buco nero di fondi e finanziamenti siano i programmi sionisti di 'difesa anti-missile', ma la cosa non preoccupa i dirigenti di Tel Aviv che tanto buttano in tali imbrogli non denari loro ma quelli stupidamente forniti da Usa e paesi europei come 'aiuti al terzo mondo' e 'risarcimenti per l'Olocau$to'.
A più riprese abbiano illustrato con preclari esempi che razza di impostura e di buco nero di fondi e finanziamenti siano i programmi sionisti di 'difesa anti-missile', ma la cosa non preoccupa i dirigenti di Tel Aviv che tanto buttano in tali imbrogli non denari loro ma quelli stupidamente forniti da Usa e paesi europei come 'aiuti al terzo mondo' e 'risarcimenti per l'Olocau$to'.
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mercoledì 20 agosto 2014
Hamas: "Tel Aviv si é spalancata in faccia le porte dell'Inferno!" Pioggia di razzi su Ashkelon, Tel Aviv, Sderot e Kiryat Mlakhi!!
Il madornale errore sionista nel rompere la prolungata tregua con la Striscia di Gaza é stato subito punito dalle brigate della Resistenza che hanno scagliato una valanga di razzi contro i più diversi bersagli nella Palestina Occupata, vicini e lontani dall'enclave litoranea.
Il portavoce militare di Hamas, Abu Obeida, ha dichiarato che il regime ebraico "Si é spalancato in faccia le porte dell'Inferno" e che le Brigate Qassam hanno già colpito l'aeroporto di Tel Aviv con razzi M80, Kiryat Mlakhi con quindici 'Grad' e Sderot con 10 'Qassam' a corto raggio.
Da parte loro le Brigate Al-Quds della Jihad islamica hanno colpito Yad Mordechai e Ashkelon con razzi tipo '107' e hanno lanciato salve di proiettili anche contro una piattaforma marittima che ruba il metano palestinese dal fondo del mare.
Il portavoce militare di Hamas, Abu Obeida, ha dichiarato che il regime ebraico "Si é spalancato in faccia le porte dell'Inferno" e che le Brigate Qassam hanno già colpito l'aeroporto di Tel Aviv con razzi M80, Kiryat Mlakhi con quindici 'Grad' e Sderot con 10 'Qassam' a corto raggio.
Da parte loro le Brigate Al-Quds della Jihad islamica hanno colpito Yad Mordechai e Ashkelon con razzi tipo '107' e hanno lanciato salve di proiettili anche contro una piattaforma marittima che ruba il metano palestinese dal fondo del mare.
venerdì 8 agosto 2014
Ecco l'ultima vittima della barbarie sionista: una bambina di appena sei anni!!
In questa foto possiamo vedere, pietosamente ricomposta per i suoi funerali, con bende e un compassionevole vessillo a celarne lo scempio del corpicino, l'ultima vittima dei rinnovati bombardamenti sionisti sul ghetto assediato di Gaza, una bambina di appena sei anni.
Ci chiediamo quanto "terrorismo" avrà praticato questa bambina, quanti "razzi" avrà lanciato (ammesso e non concesso che lanciare razzi sia un crimine per cui venire bombardati e non una legittima e doverosa opera di Resistenza), quanti soldati ebrei invasori avrà "rapito"!
Ai sepolcri imbiancati Pacifici, DiSegni, Toaff, Allam, Ferrara, Feltri e altre cloache, diciamo, quando sarete di fronte all'Artefice, l'anima di questa bambina chiederà compensazione a voi che giustificate e lodate i suoi carnefici come agli stessi che l'hanno massacrata...allora griderete e piangerete, ma non servirà a nulla.
Ci chiediamo quanto "terrorismo" avrà praticato questa bambina, quanti "razzi" avrà lanciato (ammesso e non concesso che lanciare razzi sia un crimine per cui venire bombardati e non una legittima e doverosa opera di Resistenza), quanti soldati ebrei invasori avrà "rapito"!
Ai sepolcri imbiancati Pacifici, DiSegni, Toaff, Allam, Ferrara, Feltri e altre cloache, diciamo, quando sarete di fronte all'Artefice, l'anima di questa bambina chiederà compensazione a voi che giustificate e lodate i suoi carnefici come agli stessi che l'hanno massacrata...allora griderete e piangerete, ma non servirà a nulla.
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I sionisti riprendono i loro codardi attacchi: la Resistenza palestinese risponde con 18 razzi!!
Come avevamo previsto Benji Netanyahu non ha lo stomaco di subire altre dozzine di perdite sul terreno e ha tenuto i suoi tank e i suoi soldati ben coperti e distanti dalla Striscia di Gaza, in compenso ha ordinato ai jet e ai robot volanti telecomandati di riprendere gli attacchi aerei sul ghetto costiero assediato, finora riuscendo ad assassinare un bambino di dieci anni e a ferire una donna.
In tutta risposta la Resistenza Palestinese ha lanciato una raffica di razzi che, totalmente in barba al 'colabrodo' di Iron Dome, sono piovuti su Sderot, Ashkelon, Eshkol, Nahal Oz e altre località, dove le sirene d'allarme continuano a risuonare e le colonne di fumo degli incendi si stagliano alte nel cielo.
Una notizia: ci sono volute cinque settimane di bombardamenti aerei e di invasione terrestre al regime ebraico di Tel Aviv per uccidere duemila palestinesi. In questo stesso periodo le donne di Gaza, sotto le bombe, ne hanno partoriti quattromilacinquecento.
In tutta risposta la Resistenza Palestinese ha lanciato una raffica di razzi che, totalmente in barba al 'colabrodo' di Iron Dome, sono piovuti su Sderot, Ashkelon, Eshkol, Nahal Oz e altre località, dove le sirene d'allarme continuano a risuonare e le colonne di fumo degli incendi si stagliano alte nel cielo.
Una notizia: ci sono volute cinque settimane di bombardamenti aerei e di invasione terrestre al regime ebraico di Tel Aviv per uccidere duemila palestinesi. In questo stesso periodo le donne di Gaza, sotto le bombe, ne hanno partoriti quattromilacinquecento.
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lunedì 4 agosto 2014
Incessante pioggia di razzi sulle città sioniste: Eshkol, Ashkelon, Ashdod, Zikim, Sdot Negev e Nahal Oz tutte colpite!!
Eshkol, Ashkelon, Ashdod, Zikim, Sdot Negev e Nahal Oz sono state ripetutamente colpite da raffiche di razzi provenienti dalla Striscia di Gaza: questo semplice fatto dimostra come la cosiddetta "offensiva di terra" voluta dal piccolo hitler Benji Netanyahu sia riuscita solamente a massacrare più civili palestinesi e fare uccidere oltre centosessanta militari sionisti...di danni all'infrastruttura militare della Resistenza, ai suoi arsenali, ai suoi bunker sotterranei non vi é alcuna traccia.
Oltre tremila razzi sono caduti sulle città e le basi sioniste, meno del diciotto per cento sono stati deviati o bloccati dai ridondanti, costosissimi, ridicoli sistemi "di intercettazione" il che dimostra come l'intero carrozzone di Iron Dome sia servito a qualche contractor privato per riempirsi le tasche di denaro tedesco e americano e niente più.
Si calcola che nella Striscia di Gaza siano presenti ancora più di ventimila razzi pronti all'uso, senza contare le capacità interne dei tecnici e dei chimici palestinesi di produrne continuamente. Nemmeno una completa occupazione di tutta la Striscia assicurerebbe ai sionisti la distruzione di questa capacità di Resistenza: aiutata, allenata, rinforzata dal sostegno di alleati vicini e lontani come Hezbollah, la Siria, l'Iran e facilitata da attori come il Sudan e alcune tribù del Sinai egiziano.
Oltre tremila razzi sono caduti sulle città e le basi sioniste, meno del diciotto per cento sono stati deviati o bloccati dai ridondanti, costosissimi, ridicoli sistemi "di intercettazione" il che dimostra come l'intero carrozzone di Iron Dome sia servito a qualche contractor privato per riempirsi le tasche di denaro tedesco e americano e niente più.
Si calcola che nella Striscia di Gaza siano presenti ancora più di ventimila razzi pronti all'uso, senza contare le capacità interne dei tecnici e dei chimici palestinesi di produrne continuamente. Nemmeno una completa occupazione di tutta la Striscia assicurerebbe ai sionisti la distruzione di questa capacità di Resistenza: aiutata, allenata, rinforzata dal sostegno di alleati vicini e lontani come Hezbollah, la Siria, l'Iran e facilitata da attori come il Sudan e alcune tribù del Sinai egiziano.
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mercoledì 9 luglio 2014
Vigorosa controffensiva palestinese!! Colpite Tel Aviv, Haifa e Al-Quds occupata!! Raid di commando contro Zikim!!
E' gagliarda e audace la risposta della Resistenza Armata di Gaza contro i bombardamenti indiscriminati della codarda aviazione sionista che finora hanno causato ventotto morti e oltre centotrenta feriti in qualcosa come centocinquanta incursioni sul ghetto palestinese assediato.
Razzi da 107, da 122 e perfino da 300 millimetri sono piovuti non solamente su Sderot, su Ashkelon, su Ashdod, ma persiono su Tel Aviv, su Gerusalemme Occupata e, in un risultato che NON HA PRECEDENTI nella storia della Resistenza, anche su Haifa.
Se i vettori palestinesi riuscissero a colpire e incendiare le raffinerie petrolchimiche della città sarebbe un colpo da maestro che costerebbe decine di milioni di dollari al regime ebraico. Già ogni ora che passa i danni economici si accumilano visto che ormai la vita civile é paralizzata, gli aeroporti sono chiusi e, fin quando erano aperti, si era registrato un esodo senza precedenti di passeggeri.
Inoltre sembra che un commando anfibio delle Brigate Qassam abbia assaltato con successo la base litoranea di Zikim, riuscendo ad abbattere sette militari sionisti contro due perdite subite; in un altro scontro a fuoco, del quale aspettiamo ancora conferme e dettagli, sembra che un militare sionazista sarebbe stato catturato dalla Resistenza.
Razzi da 107, da 122 e perfino da 300 millimetri sono piovuti non solamente su Sderot, su Ashkelon, su Ashdod, ma persiono su Tel Aviv, su Gerusalemme Occupata e, in un risultato che NON HA PRECEDENTI nella storia della Resistenza, anche su Haifa.
Se i vettori palestinesi riuscissero a colpire e incendiare le raffinerie petrolchimiche della città sarebbe un colpo da maestro che costerebbe decine di milioni di dollari al regime ebraico. Già ogni ora che passa i danni economici si accumilano visto che ormai la vita civile é paralizzata, gli aeroporti sono chiusi e, fin quando erano aperti, si era registrato un esodo senza precedenti di passeggeri.
Inoltre sembra che un commando anfibio delle Brigate Qassam abbia assaltato con successo la base litoranea di Zikim, riuscendo ad abbattere sette militari sionisti contro due perdite subite; in un altro scontro a fuoco, del quale aspettiamo ancora conferme e dettagli, sembra che un militare sionazista sarebbe stato catturato dalla Resistenza.
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sabato 5 luglio 2014
Ecco il video della conferenza stampa di Abu Obeida per le Brigate Qassam: Tel Aviv sul punto di chiedere un cessate-il-fuoco?
Siamo in grado di presentare al nostro pubblico il filmato realizzato dai giornalisti di RussiaToday riguardo il messaggio delle Brigate Ezzedine al-Qassam nel quale il portavoce Abu Obeida ha diffidato la dirigenza sionista dal persistere sul sentiero delle provocazioni militari contro l'enclave paestinese della Striscia di Gaza.
Intanto su altri canali di informazione si é diffusa la voce che Tel Aviv e la dirigenza di Hamas potrebbero essere vicini a dichiarare un 'cessate il fuoco' per disinnescare la situazione tesa creatasi negli ultimi giorni, dopo che il Governo del regime ebraico ha scatenato pogrom e attacchi a 360 gradi contro la comunità palestnese in West Bank e nell'enclave costiera.
Intanto su altri canali di informazione si é diffusa la voce che Tel Aviv e la dirigenza di Hamas potrebbero essere vicini a dichiarare un 'cessate il fuoco' per disinnescare la situazione tesa creatasi negli ultimi giorni, dopo che il Governo del regime ebraico ha scatenato pogrom e attacchi a 360 gradi contro la comunità palestnese in West Bank e nell'enclave costiera.
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venerdì 4 luglio 2014
Abu Obeida mette in guarda israhell: "Mosse idiote contro Gaza scateneranno su di voi un torrente di fuoco!"
L'ala militare del Movimento di Resistenza Hamas, le Brigate Ezzedine al-Qassam, hanno emesso un comunicato chiaro e severo indirizzato alla dirigenza dell'entità sionista di occupazione mettendola in guardia dall'ordinare "gesti idioti" contro l'enclave palestinese di Gaza.
"Misure idiote da parte dei vostri dirigenti ci costringeranno a reagire massicciamente e a sommergere bersagli militari e civili nei territori da voi occupati con un torrente di fuoco".
Il messaggio recitato dal portavoce ufficiale delle Brigate, Abu Obeida é stato ripreso e trasmesso da tutti i media locali e regionali. Intanto come rappresaglia per gli attacchi aerei di ieri che hanno causato undici feriti nella popolazione civile, ulteriori lanci di razzi e colpi di mortaio sono partiti in direzione degli insediamenti di Ashkelon e Sderot.
Quest'ultima, colpita pesantemente, continua a soffrire di abbassamenti di tensione e sporadici blackout.
Hacker palestinesi sono riusciti a penetrare nel profilo twitter dell'esercito sionazista lanciando un falso allarme riguardo una fuga radioattiva alla centrale atomica di Dimona, dove il regime ebraico costruisce le sue armi nucleari illegali.
"Misure idiote da parte dei vostri dirigenti ci costringeranno a reagire massicciamente e a sommergere bersagli militari e civili nei territori da voi occupati con un torrente di fuoco".
Il messaggio recitato dal portavoce ufficiale delle Brigate, Abu Obeida é stato ripreso e trasmesso da tutti i media locali e regionali. Intanto come rappresaglia per gli attacchi aerei di ieri che hanno causato undici feriti nella popolazione civile, ulteriori lanci di razzi e colpi di mortaio sono partiti in direzione degli insediamenti di Ashkelon e Sderot.
Quest'ultima, colpita pesantemente, continua a soffrire di abbassamenti di tensione e sporadici blackout.
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giovedì 7 novembre 2013
Il Sud della Striscia di Gaza preso di mira (da debita distanza) dal fuoco delle truppe sionaziste!
Dopo lo scontro della scorsa settimana presso Khan Younis, nel Sud della Striscia di Gaza assediata, dove un forte contingente di truppe sioniste venne costretto alla ritirata dalle perdite inflittegli dai miliziani della Resistenza, sembra che i generali di Tel Aviv non abbiano perso l'appetito per cercare di colpire il ghetto palestinese, ma si siano risolti a farlo da debita distanza, per evitare di incorrere in figuracce come quella rimediata recentemente.
Questa volta sono stati terreni agricoli e abitazioni presso la parte orientale della cittadina di Qarara, situata a NE di Khan Younis, a venire bersagliati dalle artiglierie e dalle mitragliatrici sionaziste che hanno aperto il fuoco da oltre il confine le prime e dalla protezione delle torrette soprelevate le seconde.
Si sono riscontrati danni materiali ma nessun ferito o morto.
Intanto, a quanto si legge sulla testata sionista 'Yedioth Aharonot' pare che le forze armate sionaziste si stiano preparando, nei dintorni di Ashkelon, a una complessa manovra d'addestramento che dovrebbe simulare un'invasione in forze proprio della Striscia di Gaza. Il 'drill' sarebbe previsto per gli ultimi giorni del corrente mese di novembre.
Questa volta sono stati terreni agricoli e abitazioni presso la parte orientale della cittadina di Qarara, situata a NE di Khan Younis, a venire bersagliati dalle artiglierie e dalle mitragliatrici sionaziste che hanno aperto il fuoco da oltre il confine le prime e dalla protezione delle torrette soprelevate le seconde.
Si sono riscontrati danni materiali ma nessun ferito o morto.
Intanto, a quanto si legge sulla testata sionista 'Yedioth Aharonot' pare che le forze armate sionaziste si stiano preparando, nei dintorni di Ashkelon, a una complessa manovra d'addestramento che dovrebbe simulare un'invasione in forze proprio della Striscia di Gaza. Il 'drill' sarebbe previsto per gli ultimi giorni del corrente mese di novembre.
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giovedì 25 aprile 2013
Il regime ebraico di occupazione angaria e tortura due prigionieri palestinesi inasprendo il loro isolamento!
Come per un meschino, infantile e vigliacco bisogno di "compensazione" che ben si iscrive nella psicopatologia del regime sionista dopo essere state piegate e sconfitte dalla tersa e candida determinazione di Samir Issawi di immolare se necessario la propria vita tramite il digiuno a oltranza e aver dovuto acconsentire alla sua prossima liberazione le autorità carcerarie dell'occupazione ebraica hanno inasprito senza motivo o spiegazione alcuna i termini di isolamento dei detenuti politici Dirar Abu Sisi e Awad Saidi trasferendoli in strutture ancora più oppressive e disumane di quelli dove sono stati tenuti finora.
L'avvocato Mohammed Abed, dell'Associazione "Tadamoun" ha dichiarato che Dirar Abu Sisi é stato trasferito dal braccio di isolamento del carcere di Ela a quello della prigione di Eshel, dove é sottoposto a torture psicologiche; Awad Saidi invece sarebbe stato spostato dalla prigione di Ashkelon a quella di Ohli Khedar.
Abed ha spiegato che i prigionieri, che hanno passato settimane e persino mesi senza vedere persona viva o ascoltare voci umane, si trovano probabilmente sull'orlo della disassociazione psicologica e che un'azione coordinata da parte della Comunità Internazionale sarebbe necessaria per ricordare al regime ebraico come esso sia responsabile della salute e dell'integrità dei prigionieri politici palestinesi.
L'avvocato Mohammed Abed, dell'Associazione "Tadamoun" ha dichiarato che Dirar Abu Sisi é stato trasferito dal braccio di isolamento del carcere di Ela a quello della prigione di Eshel, dove é sottoposto a torture psicologiche; Awad Saidi invece sarebbe stato spostato dalla prigione di Ashkelon a quella di Ohli Khedar.
Abed ha spiegato che i prigionieri, che hanno passato settimane e persino mesi senza vedere persona viva o ascoltare voci umane, si trovano probabilmente sull'orlo della disassociazione psicologica e che un'azione coordinata da parte della Comunità Internazionale sarebbe necessaria per ricordare al regime ebraico come esso sia responsabile della salute e dell'integrità dei prigionieri politici palestinesi.
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martedì 26 febbraio 2013
Le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa colpiscono Askelon con un razzo e dichiarano il loro sostegno alla Siria di Assad!
Mantendendo almeno in parte la promessa di una rappresaglia contro la morte in carcere (per abusi e torture) del detenuto politico Arafat Jaradati le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, un tempo diretto braccio armato della Fazione Fatah, adesso in parte 'svincolate' da quella subordinazione, hanno rivendicato il lancio di un razzo verso la colonia ebraica illegale di Askelon.
Il proiettile non é partito dalla Cisgiordania, dove il regime di collaborazione tra forze sioniste d'occupazione e caciccume locale di Mahmud Abbas avrebbe causato problemi nella realizzazione della rappresaglia, ma da Gaza, dove nonostante il teorico 'cessate il fuoco' di fine novembre sono ormai dozzine e dozzine i palestinesi feriti (e diversi anche i morti) a causa delle violazioni e delle aggressioni sioniste.
Ma non é questa l'unica notizia riguardante i militanti di Al-Aqsa, in un loro recente comunicato infatti i dirigenti dell'organizzazione sembrano avere abbandonato le precedenti pretese di "equidistanza" tra governo siriano e insorgenza terrorista wahabita, mano a mano che i mercenari al soldo di Saoud, Al-Thani ed Erdogan si macchiano di sempre più orrendi attentati contro la popolazione civile e anche i Palestinesi ospiti dei campi siriani (dove per decenni hanno goduto di sistemazioni ideali di edilizia popolare dotate di tutti i servizi, anziché venire stipati in baracche come in Giordania e in Libano) trovano difficile mantenere posizioni 'pilatesche' e si organizzano per tenere fanatici sunniti fuori dalle loro aree e dalle loro zone.
Il comunicato accusa in particolare i terroristi di 'Al Nusra' di essersi resi colpevoli dei peggiori attentati e augura alla Siria di emergere vittoriosa dalla sfida lanciatale dall'imperialismo occidentale e dai suoi servi arabi e turchi e annuncia che gli uomini di Al-Aqsa si schiereranno sempre in difesa prima di tutto dei Palestinesi residenti in Siria e poi delle autorità che generosamente li hanno accolti e protetti in tutti questi anni.
Ma non é questa l'unica notizia riguardante i militanti di Al-Aqsa, in un loro recente comunicato infatti i dirigenti dell'organizzazione sembrano avere abbandonato le precedenti pretese di "equidistanza" tra governo siriano e insorgenza terrorista wahabita, mano a mano che i mercenari al soldo di Saoud, Al-Thani ed Erdogan si macchiano di sempre più orrendi attentati contro la popolazione civile e anche i Palestinesi ospiti dei campi siriani (dove per decenni hanno goduto di sistemazioni ideali di edilizia popolare dotate di tutti i servizi, anziché venire stipati in baracche come in Giordania e in Libano) trovano difficile mantenere posizioni 'pilatesche' e si organizzano per tenere fanatici sunniti fuori dalle loro aree e dalle loro zone.
Il comunicato accusa in particolare i terroristi di 'Al Nusra' di essersi resi colpevoli dei peggiori attentati e augura alla Siria di emergere vittoriosa dalla sfida lanciatale dall'imperialismo occidentale e dai suoi servi arabi e turchi e annuncia che gli uomini di Al-Aqsa si schiereranno sempre in difesa prima di tutto dei Palestinesi residenti in Siria e poi delle autorità che generosamente li hanno accolti e protetti in tutti questi anni.
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martedì 12 luglio 2011
Quarto attentato esplosivo contro i terminal del gasdotto egiziano verso Israele!
Attaccanti non identificati hanno nuovamente dinamitato un terminal del gasdotto che attraverso la Penisola del Sinai garantisce l'esportazione del metano egiziano verso il regno ascemita di Giordania e, fino ad alcuni mesi orsono, anche in direzione dello Stato ebraico; secondo quanto riportato dall'agenzia Associated Press e dall'emittente iraniana in lingua inglese PRESSTV l'esplosione é avvenuta nelle prime ore del martedì, presso El-Arish, nella parte del Sinai più vicina proprio a Israele.
Gli attaccanti hanno preso ogni precauzione per evitare di ferire guardiani e tecnici dell'impianto: loro obiettivo era la struttura di pompaggio, non il suo personale. E' ormai il quarto attacco di questo tipo dall'11 febbraio, quando il tiranno Hosni Mubarak venne costretto alle dimissioni da settimane di colossali e ininterrotte proteste e agitazioni popolari.
L'Egitto, per imposizione dell'autocrate filo-americano e filo-sionista forniva a Israele il 45 per cento del suo fabbisogno di metano per generazione di energia elettrica, a un prezzo ridicolmente fuori mercato, la cui applicazione ha cagionato un danno di miliardi di Euro all'erario del Cairo.
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lunedì 4 luglio 2011
Nuovo attentato esplosivo al gasdotto del Sinai, colpita una stazione di pompaggio!
Secondo quanto riportato da fonti delle forze di sicurezza egiziane il gasdotto del Sinai sarebbe stato teatro nelle prime ore di stamane di un nuovo attentato esplosivo che ha costretto a interrompere il flusso di metano verso il regno Ascemita di Giordania.
Uomini a volto coperto armati di granate a mano e fucili d'assalto avrebbero costretto il personale di una stazione di pompaggo ad abbandonare i loro posti per poi piantare cariche esplosive e farle brillare.
L'incendio che si é subito sviluppato ha impegnato fino a poco fa i vigili del fuoco e sarebbe attualmente sotto controllo. Dal momento della caduta di Mubarak il gasdotto é sotto costante attacco, visto che uno dei molti modi in cui Israele esercitava la propria prepotenza verso Il Cairo era proprio farsi fornire metano a profusione a prezzi totalmente assurdi, garantiti solo dal versamento di laute tangenti ai corrotti burocrati del regime.
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mercoledì 27 aprile 2011
Nuovo attentato esplosivo ad El-Arish contro il "Gasdotto della Vergogna"!
Attentatori non identificati nella mattinata di oggi hanno collocato cariche esplosive presso la stazione di pompaggio del gasdotto israelo--giordano-egiziano nella penisola del Sinai, presso El-Arish.
I servizi d'emergenza sono entrati in azione subito dopo la colossale deflagrazione, visibile e udibile a molti chilometri di distanza. Secondo i dispacci rilasciati dal Ministero degli Idrocarburi del Cairo all'ora di pranzo locale gli sforzi di spegnimento del vasto incendio originatosi sul luogo erano ancora "in pieno svolgimento", pur essendo stati fugati i rischi di un'estensione delle fiamme e di nuove detonazioni.
La ripresa del flusso di gas egiziano verso Israele, inizialmente interrotta ai primi di febbraio quando commando beduini dinamitarono una prima stazione di pompaggio, é oggetto di vibrate polemiche nel Paese delle piramidi visto che, con il proseguire delle indagini riguardo i molti scandali di corruzione del regime di Mubarak risulta evidente come le casse dello Stato siano state defraudate di miliardi di Euro che avrebbero potuto affluire in caso di vendita del gas a prezzi di mercato. In cambio di una enorme tangente invece i figli del tiranno filo-sionista, Alaa e Gamal, insieme ai responsabili dell'energia del tempo accettarono un prezzo ridicolmente basso, meno della metà di quanto paesi come la Sudkorea paghino ad altri paesi arabi per il loro metano.
Recentemente si é ventilata la possibilità di cancellare permanentemente ogni accordo metanifero con Israele, una volta che le malversazioni del 'clan' dei Mubarak siano provate al di là di ogni ragionevole dubbio e ogni responsabile, complice e facilitatore della 'connection' sia stato sottoposto a giudizio e condannato per le sue colpe.
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domenica 17 aprile 2011
Bolletta salata in arrivo per Tel Aviv! Sharraf ordina la revisione al rialzo di tutti gli accordi per la vendita di metano all'estero!!
L'attuale Primo Ministro egiziano Essam Sharraf ha domandato ufficialmente che vengano rivisti tutti i contratti riguardanti la vendita di gas naturale all'estero, in particolare quello con Israele.
Sharraf ha comunicato che tale revisione, da portarsi a termine il prima possibile, ha lo scopo di portare all'erario egiziano dai due miliardi ai due miliardi e settecentocinquanta milioni di Euro in più ogni anno.
Israele, che importava dall'Egitto il 40 per cento del proprio fabbisogno di gas naturale (a prezzi del tutto irrealistici, frutto della subservienza dell'autocrate Mubarak), sarà duramente colpito da ogni revisione del prezzo al rialzo.
L'accordo di fornitura di gas a Tel Aviv scatenò gravi controversie già al tempo del deposto presidente Mubarak. Quattro compagnie israeliane avevano firmato accordi ventennali per l'importazione di gas egiziano e, fin dalla loro stipula, questi accordi erano stati denunciati come truffaldini e iniqui dall'opposizione, che aveva fatto notare la maniera irregolare con cui il 'clan Mubarak' li aveva gestiti, trattando le risorse naturali del paese come se fossero loro proprietà privata.
Sharraf ha annunciato che incontrerà presto il Ministro Giordano dell'energia, per aggiustare gli accordi commerciali anche col regno Hascemita.
Gli annunci di Sharraf seguono la campagna di indagnini giudiziarie che ha già colpito i protagonisti della "israeli connection" come ad esempio Sameh Fahmi, ex-Ministro dell'Energia, che, interrogato, ha dichiarato (da copione) che "stava solo eseguendo gli ordini di Mubarak".
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venerdì 25 marzo 2011
Jihad Islamica e FDLP collaborano nel contrattacco verso Israele: "Lo Stato ebraico capisce solo il linguaggio della lotta armata"
Le Brigate di Resistenza nazionale, braccio armato del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina e le Brigate Al-Quds, estensione del Movimento per la Jihad islamica in Palestina hanno congiuntamente rivendicato il lancio di due razzi da 122 mm contro obiettivi israeliani avvenuto alle prime luci dell'alba del 25 marzo. L'operazione, che ha raggiunto tutti i suoi obiettivi, è stata lanciata come rappresaglia agli ininterrotti raid aerei che Israele continua a scatenare sul ghetto assediato di Gaza.
Nella loro dichiarazione, i due movimenti di Resistenza hanno affermato che il lancio dei due razzi segue quello che ha portato al ferimento di ventisei coloni ebrei armati e ne precederà molti altri, a meno che lo Stato sionista non cessi immediatamente le sue operazioni terroristiche contro la Striscia costiera e la sua popolazione.
Il comunicato si é chiuso con un incitamento alla Resistenza a perseguire i propri obiettivi di riscatto e liberazione nazionale attraverso la via maestra della lotta armata, che costituisce l'unico linguaggio comprensibile alle orecchie di politici e generali israeliani.
In notizie correlate, giovedì sera diversi attacchi aerei israeliani hanno ferito civili a Gaza City e in centri adiacenti e vicini, le vittime sono state trasportate d'urgenza all'Ospedale Al-Shifa, il principale centro medico della Striscia, le cui strutture di primo soccorso, però, sono gravemente stressate e sovraccariche per il grande numero di feriti provocato dagli ininterrotti attacchi israeliani, che sono proseguiti, intensificandosi, per tutta la settimana passata.
Oltre alle bombe e ai razzi lanciati dagli F-16 e dai droni senza pilota, l'esercito sionista ha anche scatenato uno sbarramento di artiglieria contro Al-Mintar, poco oltre il varco di confine (attualmente chiuso dal soffocante assedio israeliano contro il ghetto di Gaza). Anche Jabal Al-Rayyes, nella zona Est della Striscia, e Beit Hanoun, all'estremità Nord, sono state sottoposte a bombardamento.
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giovedì 17 marzo 2011
Riprende a scorrere il gas egiziano verso la Giordania...ma non verso Israele!
Da poche ore il flusso di gas naturale egiziano attraverso i condotti diretti in Giordania é ripreso regolarmente mentre, nonostante affermazioni in merito fatte negli scorsi giorni da parte israeliana, non é chiaro se e quando le pompe riprenderanno a funzionare anche in direzione dello Stato ebraico.
La fornitura di metano ad Israele, a prezzi scandalosamente fuori mercato, era una delle molte vergogne che tenevano la popolarità del tiranno Mubarak e della sua 'corte' sottozero negli indici di gradimento del popolo egiziano. Appena cacciato dal potere l'autocrate del Cairo i suoi figli e l'ex ministro dell'Energia sono stati prontamente messi sotto inchiesta per malversazioni e tangenti collegate proprio con questa 'connection' israeliana.
L'interruzione delle forniture di gas a Giordania e Israele era stata decisa dopo l'attentato esplosivo del 5 febbraio scorso, col quale ignoti attaccanti (probabilmente beduini del Sinai) avevano immobilizzato i guardiani di una stazione di pompaggio e, dopo averli trasportati al sicuro ed essersi accertati che i residenti locali si tenessero ben al largo dalla struttura, l'avevano dinamitata, distruggendola.
La stazione distrutta era sul ramo di gasdotto diretto in Giordania, ma anche il flusso verso Israele, per precauzione, era stato bloccato. Da allora l'Eastern Mediterranean Gas Company ha annunciato per ben quattro volte che il pompaggio da parte egiziana era "in procinto di venire ripreso", soltanto per essere smentita ogni volta. Israele pagava cifre oscillanti tra 0,70 e 1,25 dollari usa per ogni Unità termogenica inglese di gas, mentre la sola estrazione e pompaggio del gas all'Egitto costa circa 3 dollari per Unità.
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domenica 6 febbraio 2011
Attentato esplosivo contro gasdotto nel Sinai, interrotta la linea di rifornimento verso Aqaba
Ignoti attentatori hanno colpito un gasdotto nella zona di Al-Arish, nel Sinai, danneggiando le tubature che pompano gas liquefatto in direzione di Aqaba e quindi di Amman, in Giordania; la notizia, inizialmente riportata dal network qatariano Al-Jazeera é stata in seguito confermata dai media di Stato egiziani. Del materiale esplosivo é stato collocato in prossimità di una stazione di controllo della linea, distruggendola e facendo arrestare il flusso di gas liquefatto, non si riportano vittime o feriti.
Contattati da inviati dei media residenti della zona hanno parlato di una "enorme esplosione" con fiamme che si sono levate alte e persistenti sopra l'orizzonte e di una catena di esplosioni più piccole che si sono protratte a lungo dopo la prima. Le autorità egiziane ritengono che l'attacco sia stato preparato con attenzione e cura in passato e sia stato messo in opera approfittando dello stato di incertezza in cui si trova il personale egiziano di sicurezza nella penisola del Sinai.
Non sono stati registrati messaggi o rivendicazioni di alcuna sorta. In passato, membri di clan beduini che abitano il Sinai avevano cercato di portare a termine attacchi ai gasdotti, ma mai su una scala o con mezzi simili. "Le rivendicazioni dei beduini sono puramente economiche, la politica o il fondamentalismo religioso non c'entrano niente; vorrebbero solo che le loro comunità beneficiassero di una parte dei proventi dell'esportazione del gas, che invece la cleptocrazia di Mubarak tiene ben stretti".
Ad Amman, il Ministero giordano dell'Energia é in costante contatto con le autorità egiziane per tenersi aggiornato sull'evoluzione della situazione e su come e quanto il rifornimento energetico del regno hashemita sarà influenzato nell'immediato e prossimo futuro. La linea di tubature che porta gas verso Israele, invece, non é stata minimamente toccata dall'attentato o dai suoi effetti secondari.
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