A proposito delle fandonie messe in giro negli ultimi giorni per cercare di 'tirare su' (Hai voglia! Nemmeno con secchielli di Viagra) il morale dei takfiri tra Siria e Irak, mi sono ricordato che alcuni giorni fa un commento-provocazione lasciato sotto una nostra 'news' recitava:
"E ANCHE RAMADI é stata persa".
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sabato 30 settembre 2017
Ricordiamo che, qualche giorno fa, l'ISIS aveva "riconquistato" Ramadi!
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martedì 31 marzo 2015
Smentite le 'balle di guerra' di Tel Aviv! Il regime ebraico cerca di ottenere la liberazione dei prigionieri catturati da Hamas!
Quando la scorsa estate abbiamo annunciato la cattura di due militari della forza di aggressione sionista che si era scatenata contro il quasi inerme ghetto assediato di Gaza eravamo stati investiti da torrenti di insulti da parte dei sionisti che (inopinatamente) sembrano frequentare queste pagine riguardo il fatto che il regime ebraico avesse ripetutamente negato che qualunque MIA tra le file delle sue truppe fosse effettivamente caduto in mano ad Hamas o ad altre forze della Resistenza.
Non più di qualche giorno dopo, però, questi dinieghi cadevano in contraddizione quando emergeva che Abu Obeida, portavoce ufficiale delle Brigate Qassam, aveva replicato a un tentativo sionista di stabilire una trattativa per il loro rilascio invitando prima Tel Aviv a fornire una lista completa dei collaborazionisti di Gaza in cambio di prove dell'esistenza in vita dei soldati dispersi in azione.
Non più di qualche giorno dopo, però, questi dinieghi cadevano in contraddizione quando emergeva che Abu Obeida, portavoce ufficiale delle Brigate Qassam, aveva replicato a un tentativo sionista di stabilire una trattativa per il loro rilascio invitando prima Tel Aviv a fornire una lista completa dei collaborazionisti di Gaza in cambio di prove dell'esistenza in vita dei soldati dispersi in azione.
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giovedì 29 gennaio 2015
Sembrerebbe confermata la cattura di un militare sionista da parte dei combattenti di Hezbollah!
Diverse fonti libanesi vicine alla Resistenza sciita (tra cui però NON l'emittente ufficiale di Hezbollah) starebbero diffondendo conferme riguardo la presenza di un militare sionista nelle mani dei combattenti di Nasrallah, catturato nel corso della vittoriosa operazione di ieri che ha visto la distruzione di numerosi mezzi militari del regime ebraico e il ferimento e l'uccisione di molti suoi soldati delle forze di occupazione.
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sabato 27 dicembre 2014
Nuove immagini e informazioni sul pilota giordano fatto prigioniero dall'ISIS!!
Nel corso delle due passate giornate di festa abbiamo verificato che i dati di traffico della nostra testata non hanno subito cali drastici, rimanendo in linea con quelli di un comune giorno di festa o di una giornata "un po' stanca"; tra le notizie più cliccate, insieme al post degli auguri ufficiali di PALAESTINA FELIX, si é classificata quella sul pilota giordano caduto vicino Raqqa e attualmente ostaggio dell'ISIS (povero bastardello, non lo invidiamo affatto...).
Siccome siamo sempre felici di poter soddisfare la "fame" di dettagli dei nostri lettori, specie su questioni che non vengono certo affrontate approfonditamente su altri mezzi di comunicazione, possiamo presentarvi la copia del tesserino da ufficiale di Maaz Kassasbeh e un suo scatto mentre si appresta a ricevere le congratulazioni del sovrano "mignon" di Amman (notare che gli aviatori di norma non sono altissimi, per potersi meglio adattare nello spazio ristretto del vano di pilotaggio).
Man mano che ci saranno nuovi elementi ed aggiornamenti cercheremo di riportarveli in tempo zero, continuate a seguirci!
Siccome siamo sempre felici di poter soddisfare la "fame" di dettagli dei nostri lettori, specie su questioni che non vengono certo affrontate approfonditamente su altri mezzi di comunicazione, possiamo presentarvi la copia del tesserino da ufficiale di Maaz Kassasbeh e un suo scatto mentre si appresta a ricevere le congratulazioni del sovrano "mignon" di Amman (notare che gli aviatori di norma non sono altissimi, per potersi meglio adattare nello spazio ristretto del vano di pilotaggio).
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giovedì 25 dicembre 2014
F-16 giordano precipita su Raqqa; Reuccio Hussein 'regala' un ostaggio agli sgozzatori dell'ISIS!!
Un bruttissimo Natale quello che sta passando Maaz al-Kassasbeh, ventiseienne Tenente della Reale Aeronautica Giordana il cui vecchio F-16, per guasto o incompetenza, é precipitato nei dintorni di Raqqa durante un 'raid' anti-ISIS della pleonastica e svogliata coalizione filoamericana, composta all'80 per cento da aerei sauditi, qatarioti, degli Emirati Arabi e, appunto, anche giordani che non sono mai riusciti a infliggere danni sensibili ai presunti 'bersagli' dei loro bombardamenti.
Kassabeh, lanciatosi con l'eiettore 'zerozero' é caduto in mano ai tagliagole dell'ISIS, che lo hanno catturato esponendolo come trofeo e adesso hanno una bella pedina da 'giocarsi' col Re ascemita di Amman. Il padre dell'ufficiale, Yousuf Kassasbeh, ha rivelato che la famiglia é già stata contattata dall'aviazione e ha lanciato un disperato appello agli sgozzatori del 'califfato' implorandoli di 'usare clemenza' col figlio.
Pensiamo sia più produttivo appellarsi alla clemenza delle scolopendre.
Comunque al contrario di quello che sostengono i propagandisti dell'ISIS possiamo confermare che l'unico motivo della caduta dell'F-16 sta nell'imperizia del suo pilota o in un guasto improvviso, visto che i seguaci del defunto 'califfo' Al-Bagdadi non sono mai riusciti ad abbattere un aereo siriano e mancano del tutto dell'avanzato know-how necessario per usare efficacemente le armi antiaeree.
Kassabeh, lanciatosi con l'eiettore 'zerozero' é caduto in mano ai tagliagole dell'ISIS, che lo hanno catturato esponendolo come trofeo e adesso hanno una bella pedina da 'giocarsi' col Re ascemita di Amman. Il padre dell'ufficiale, Yousuf Kassasbeh, ha rivelato che la famiglia é già stata contattata dall'aviazione e ha lanciato un disperato appello agli sgozzatori del 'califfato' implorandoli di 'usare clemenza' col figlio.Pensiamo sia più produttivo appellarsi alla clemenza delle scolopendre.
Comunque al contrario di quello che sostengono i propagandisti dell'ISIS possiamo confermare che l'unico motivo della caduta dell'F-16 sta nell'imperizia del suo pilota o in un guasto improvviso, visto che i seguaci del defunto 'califfo' Al-Bagdadi non sono mai riusciti ad abbattere un aereo siriano e mancano del tutto dell'avanzato know-how necessario per usare efficacemente le armi antiaeree.
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sabato 25 ottobre 2014
Picchetto di sensibilizzazione a Milano per la libertà dei detenuti politici Ahmad Sadaat e George Abdallah!!
Molte volte abbiamo parlato di Ahmad Sadaat, illegalmente detenuto dal regime sionista di occupazione per 'reati' che nessuna corte di giustizia di un paese civilizzato riterrebbe tali; altrettanto spesso abbiamo menzionato George Abdallah, coraggioso militante comunista libanese che doveva venire liberato, salvo restare in carcere per la mancanza di spina dorsale del Governo Francese, incapace di mantenere la propria stessa parola se ciò fa adirare la potente lobby sionista.
Per mantenere viva l'attenzione su queste tematiche un gruppo di militanti anti-imperialisti milanesi ha tenuto fino a poche ore fa un presidio di sensibilizzazione vicino alla stazione Cadorna; siamo lieti di poter riprendere e diffondere queste foto. PALAESTINA FELIX é sempre a fianco dei prigionieri politici palestinesi e libanesi!!!!
Per mantenere viva l'attenzione su queste tematiche un gruppo di militanti anti-imperialisti milanesi ha tenuto fino a poche ore fa un presidio di sensibilizzazione vicino alla stazione Cadorna; siamo lieti di poter riprendere e diffondere queste foto. PALAESTINA FELIX é sempre a fianco dei prigionieri politici palestinesi e libanesi!!!!
mercoledì 13 agosto 2014
Abu Obeida: "Volete informazioni sui prigionieri di guerra? Rivelateci i nomi dei vostri agenti a Gaza!!"
Una lista il più possibile completa e dettagliata di quegli abitanti di Gaza che collaborano col regime ebraico in cambio di informazioni sui prigionieri di guerra catturati dai militanti delle Brigate Qassam durante i giorni di battaglia tra luglio e inizio agosto.
Questa la netta e chiara proposta di Abu Obeida, portavoce dell'ala militare di Hamas, a Tel Aviv, recapitata nell'ultimo dei tre giorni di tregua temporanea dopo una prima ripresa, a bassa intensità, a dire il vero, delle ostilità tra l'illegale occupazione sionista e i coraggiosi difensori del ghetto costiero assediato.
Questa notizia dimostra la quantità degli strumenti di pressione politici, psicologici, militari ed economici che Gaza può gestire contro Tel Aviv mentre a dispetto della sua sbandierata 'iperpotenza' rispetto alla piccola enclave litoranea il Governo di Benji Netanyahu si strova in un vero e proprio cul de sac.
Questa la netta e chiara proposta di Abu Obeida, portavoce dell'ala militare di Hamas, a Tel Aviv, recapitata nell'ultimo dei tre giorni di tregua temporanea dopo una prima ripresa, a bassa intensità, a dire il vero, delle ostilità tra l'illegale occupazione sionista e i coraggiosi difensori del ghetto costiero assediato.
Questa notizia dimostra la quantità degli strumenti di pressione politici, psicologici, militari ed economici che Gaza può gestire contro Tel Aviv mentre a dispetto della sua sbandierata 'iperpotenza' rispetto alla piccola enclave litoranea il Governo di Benji Netanyahu si strova in un vero e proprio cul de sac.
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venerdì 1 agosto 2014
Ecco Hadar Goldin, il secondo prigioniero catturato dalle Brigate Qassam!!
Siamo in grado di confermare che nell'azione militare di Rafah seguita al tentativo sionista di proseguire le attività belliche nonostante l'annunciata tregua di 72 ore un militare sionista col grado di Sottotenente, rispondente al nome di Hadar Goldin é caduto in mano ai combattenti delle Brigate Qassam.
Questo evento aumenta enormemente le capacità di negoziato dei Palestinesi di Gaza che hanno due prigionieri di guerra da mettere sul tavolo (per il solo Gilad Schalit furono liberati oltre mille Palestinesi rapiti dall'entità sionista).
Questo evento aumenta enormemente le capacità di negoziato dei Palestinesi di Gaza che hanno due prigionieri di guerra da mettere sul tavolo (per il solo Gilad Schalit furono liberati oltre mille Palestinesi rapiti dall'entità sionista).
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La tregua é una chimera, Tel Aviv la rompe subito ma subisce lo smacco di un secondo prigioniero!!
Ovviamente la 'tregua' che Tel Aviv aveva dichiarato di accettare é franata poco meno di quattro ore dopo il suo inizio ufficiale visto che le truppe sioniste nel Sud della Striscia hanno cercato di continuare la ricerca di tunnel della Resistenza; un commando palestinese li ha affrontati infliggendo loro due perdite e, soprattutto, catturando uno degli invasori.
Possiamo immaginare lo stridore di denti nell'ufficio di Benji Netanyahu che poteva approfittare del respiro di settantadue ore per trovare una via d'uscita diplomatica dal vicolo cieco in cui il suo insensato ordine di attaccare la Striscia di Gaza lo aveva infilato e invece adesso deve affrontare la vergogna di avere non solo Aaron Shaul ma adesso addirittura un secondo militare nelle mani dei resistenti palestinesi.
Nell'operazione 'Cast Lead' le forze sioniste avevano perso 121 caduti e zero prigionieri; adesso, dopo meno di un mese dall'inizio degli scontri, l'esercito di Tel Aviv ha già incassato 135 morti e due prigionieri..
Possiamo immaginare lo stridore di denti nell'ufficio di Benji Netanyahu che poteva approfittare del respiro di settantadue ore per trovare una via d'uscita diplomatica dal vicolo cieco in cui il suo insensato ordine di attaccare la Striscia di Gaza lo aveva infilato e invece adesso deve affrontare la vergogna di avere non solo Aaron Shaul ma adesso addirittura un secondo militare nelle mani dei resistenti palestinesi.
Nell'operazione 'Cast Lead' le forze sioniste avevano perso 121 caduti e zero prigionieri; adesso, dopo meno di un mese dall'inizio degli scontri, l'esercito di Tel Aviv ha già incassato 135 morti e due prigionieri..
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domenica 20 luglio 2014
BINGO!!!! Le Brigate Qassam catturano il soldato sionazista Aaron Shaul!! I Palestinesi hanno il nuovo Schalit!!
Il portavoce ufficiale delle Brigate Qassam Abu Obeida ha appena annunciato in una conferenza stampa ufficiale che le forze militari di Hamas durante uno scontro armato con gli aggressori sionazisti sono riuscite a catturare il soldato Aaron Shaul e a portarlo in un luogo di prigionia segreto.
Shaul, di cui possiamo mostrarvi immediatamente una foto grazie ai nostri contatti in Gaza che ce ne hanno immediatamente linkata una, verrà trattenuto dalla Resistenza fino a quando non saranno negoziati termini accettabili per il suo rilascio, che comprenderanno certamente il ritiro delle forze d'attacco che in questi giorni hanno matoriato il ghetto assediato di Gaza e probabilmente anche il rilascio di molte centinaia di prigionieri politici palestinesi.
Per confermare la sua cattura nel corso della conferenza stampa sono stati mostrati i documenti e il libretto di paga del militare. Porgiamo le nostre più calorose e sentite congratulazioni ai militi delle Brigate Qassam! Possa il prigioniero Shaul essere il nuovo Schalit ed essere seguito da altre 'prede'!!!!
Shaul, di cui possiamo mostrarvi immediatamente una foto grazie ai nostri contatti in Gaza che ce ne hanno immediatamente linkata una, verrà trattenuto dalla Resistenza fino a quando non saranno negoziati termini accettabili per il suo rilascio, che comprenderanno certamente il ritiro delle forze d'attacco che in questi giorni hanno matoriato il ghetto assediato di Gaza e probabilmente anche il rilascio di molte centinaia di prigionieri politici palestinesi.
Per confermare la sua cattura nel corso della conferenza stampa sono stati mostrati i documenti e il libretto di paga del militare. Porgiamo le nostre più calorose e sentite congratulazioni ai militi delle Brigate Qassam! Possa il prigioniero Shaul essere il nuovo Schalit ed essere seguito da altre 'prede'!!!!
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mercoledì 6 novembre 2013
Muore a 22 anni un ex-prigioniero palestinese, stroncato dalla negligenza medica subita nelle carceri sioniste!
Arrestato lo scorso gennaio con accuse da lui sempre rifiutate il giovane Hassan al-Turabi, proveniente da un villaggio cisgiordano prossimo a Nablus, ha sempre fatto ppresente ai suoi catturatori la sua condizione di paziente leucemico eppure, come centinaia di altri detenuti palestinesi, ha passato mesi in cella senza che nessuna precauzione, nessuna terapia fosse prevista per lui.
Rilasciato alcune settimane fa, le sue gravissime condizioni lo hanno fatto immediatamente ricoverare presso l'Ospedale Ha Emek, di Afula, dove é spirato nella giornata di ieri. A poche ore dalla sua morte l'organizzazione Hamas ha emesso un comunicato nel quale denuncia l'innegabile, oggettiva responsabilità sionista dell morte di Turabi, ennesimo crimine contro detenuti inermi impossibilitati a far valere le proprie ragioni.
Hamas ha avvisato i capi del regime ebraico che la loro condotta inumana contro i detenuti palestinesi non indebolirà o attenuerà la determinazione dei legittimi abitanti della terra che essi hanno occupato abusivamente a far valere completamente i loro Diritti.
Rilasciato alcune settimane fa, le sue gravissime condizioni lo hanno fatto immediatamente ricoverare presso l'Ospedale Ha Emek, di Afula, dove é spirato nella giornata di ieri. A poche ore dalla sua morte l'organizzazione Hamas ha emesso un comunicato nel quale denuncia l'innegabile, oggettiva responsabilità sionista dell morte di Turabi, ennesimo crimine contro detenuti inermi impossibilitati a far valere le proprie ragioni.
Hamas ha avvisato i capi del regime ebraico che la loro condotta inumana contro i detenuti palestinesi non indebolirà o attenuerà la determinazione dei legittimi abitanti della terra che essi hanno occupato abusivamente a far valere completamente i loro Diritti.
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domenica 7 luglio 2013
Nasce nella Cisgiordania occupata il figlio di Arafat Jaradat, prigioniero politico morto per le torture degli aguzzini sionazisti!
Questo neonato, venuto da poco al mondo a Beit Einun, nella martoriata terra di Palestina, é stato battezzato col nome di Arafat Jaradat, come suo padre. Arafat Jaradat Sr. lo ricordiamo é perito a febbraio 2013 da prigioniero politico nelle galere del regime ebraico di occupazione della Palestina a causa delle torture e delle brutalità cui era quotidianamente sottoposto e riguardo alle quali, con l'aiuto dei suoi legali e dei suoi familiari, aveva tantato, invano, di sollecitare l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale.
Auguriamo al giovane Arafat di condurre una vita che possa rendere orgoglioso il suo genitore, che certamente lo guarderà e lo proteggerà dal Cielo dei Martiri: possa il giovane Arafat Jaradat contribuire a creare una Palestina unita, libera e democratica dove i suoi figli, le sue figlie e i loro discendenti possano vivere e prosperare senza dover temere, come il loro avo, di patire incarcerazione e tortura da parte degli sgherri di un illegittimo regime razzista e criminale.
Auguriamo al giovane Arafat di condurre una vita che possa rendere orgoglioso il suo genitore, che certamente lo guarderà e lo proteggerà dal Cielo dei Martiri: possa il giovane Arafat Jaradat contribuire a creare una Palestina unita, libera e democratica dove i suoi figli, le sue figlie e i loro discendenti possano vivere e prosperare senza dover temere, come il loro avo, di patire incarcerazione e tortura da parte degli sgherri di un illegittimo regime razzista e criminale.
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sabato 6 aprile 2013
Senza vergogna! I vermi dell'Eliseo si rimangiano la parola data su pressioni sioniste, vogliono tenere George Abdallah in carcere!!
Ci siamo già occupati a lungo in articoli precedenti della vicenda umana di George Abdallah, coraggioso combattente della Resistenza Libanese imprigionato in Francia per avere preso le armi contro coloro che negli anni '80 per pura prepotenza hanno invaso e semidistrutto il suo paese (quanti sionisti sono in carcere per i crimini contro il Libano? Quanti americani per averli coperti e spalleggiati??).
Adesso, dopo avere rinviato e rimandato la scarcerazione di Abdallah, il quale attraverso i suoi legali aveva peraltro annunciato, una volta libero, di volersi ritirare a vita privata, il Governo di Parigi, toccando un abisso di bassezza morale che nemmeno durante la presidenza del sionista Sarkozy era riuscito a raggiungere ha dichiarato di volerlo tenere in prigione, contraddicendo la promessa fatta nel corso del 2012.
Ovviamente dietro questo inaccettabile 'dietrofront' morale ci sono le pressioni della potentissima lobby ebraica francese che si é mobilitata come un sol uomo per tenere in detenzione un uomo che ha la stessa statura morale di Jean Moulin e altri martiri della Resistenza francese al Nazismo. In Libano (pur travagliato dalla Crisi di Governo e dalla prospettiva delle incombenti elezioni politiche) il fronte di solidarietà verso Abdallah ha annunciato una ripresa delle manifestazioni anti-francesi.
Adesso, dopo avere rinviato e rimandato la scarcerazione di Abdallah, il quale attraverso i suoi legali aveva peraltro annunciato, una volta libero, di volersi ritirare a vita privata, il Governo di Parigi, toccando un abisso di bassezza morale che nemmeno durante la presidenza del sionista Sarkozy era riuscito a raggiungere ha dichiarato di volerlo tenere in prigione, contraddicendo la promessa fatta nel corso del 2012.
Ovviamente dietro questo inaccettabile 'dietrofront' morale ci sono le pressioni della potentissima lobby ebraica francese che si é mobilitata come un sol uomo per tenere in detenzione un uomo che ha la stessa statura morale di Jean Moulin e altri martiri della Resistenza francese al Nazismo. In Libano (pur travagliato dalla Crisi di Governo e dalla prospettiva delle incombenti elezioni politiche) il fronte di solidarietà verso Abdallah ha annunciato una ripresa delle manifestazioni anti-francesi.
mercoledì 20 marzo 2013
Ayman Sharawna: "Due, Tre, molti altri 'gilad schalit' necessari per garantire la libertà a tutti i prigionieri politici palestinesi!"
Dopo essersi quasi ucciso a forza di digiunare, causando gravissimi danni ai propri reni e al suo metabolismo, l'eroico ex-prigioniero politico Ayman Sharawna, nella clinica della Striscia di Gaza in cui é stato immediatamente ricoverato dopo la sua espulsione coatta dalla Cisgiordania occupata dai sionisti, sta facendo del proprio meglio, sotto attenta osservazione medica, per rimettersi in forma. Sarà un processo lungo e faticoso, ma, dal punto di vista mentale e morale, la situazione é già migliorata grandemente e l'ex-detenuto ha offerto ai reporter della Striscia la sua personale visione di come sia possibile ottenere il rilascio di tutti gli altri detenuti politici palestinesi.
Il segreto, secondo Sharawna, sta nel portare a termine nuove operazioni di rapimento di soldati sionisti, simili a quella dell'Ebreo francese Gilad Schalit, per il cui rilascio, originariamente anche lui, ingiustamente condannato a una pena detentiva di 38 anni, era stato inizialmente liberato lo scorso autunno 2012. Era stata la cronica mancanza di rispetto per la parola data a causare, in seguito, il ri-arresto di Saharawna da parte delle forze del regime ebraico, in protesta contro le quali lui diede quindi inizio all'epopea del proprio sciopero della fame.
Anziché pensare a illusorie "riconciliazioni" con Fatah o a disastrosi "riconoscimenti" di Israele la leadeship di Hamas farebbe bene a prendere esempio dalle parole dell'ex-detenuto e cominciare a preparare una nuova operazione di liberazione di massa di prigionieri: magari questa volta con due o tre ostaggi sionisti, da liberare in sequenza. In questo modo, se dopo la prima liberazione Tel Aviv cominciasse a ri-arrestare ex-prigionieri a farne le spese potrebbero essere gli ostaggi rimanenti.
Il segreto, secondo Sharawna, sta nel portare a termine nuove operazioni di rapimento di soldati sionisti, simili a quella dell'Ebreo francese Gilad Schalit, per il cui rilascio, originariamente anche lui, ingiustamente condannato a una pena detentiva di 38 anni, era stato inizialmente liberato lo scorso autunno 2012. Era stata la cronica mancanza di rispetto per la parola data a causare, in seguito, il ri-arresto di Saharawna da parte delle forze del regime ebraico, in protesta contro le quali lui diede quindi inizio all'epopea del proprio sciopero della fame.
Anziché pensare a illusorie "riconciliazioni" con Fatah o a disastrosi "riconoscimenti" di Israele la leadeship di Hamas farebbe bene a prendere esempio dalle parole dell'ex-detenuto e cominciare a preparare una nuova operazione di liberazione di massa di prigionieri: magari questa volta con due o tre ostaggi sionisti, da liberare in sequenza. In questo modo, se dopo la prima liberazione Tel Aviv cominciasse a ri-arrestare ex-prigionieri a farne le spese potrebbero essere gli ostaggi rimanenti.
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lunedì 18 marzo 2013
Ayman Sharawna viene liberato e portato a Gaza dopo mesi e mesi di sciopero della fame!
Il prigioniero politico palestinese Ayman Sharawna, che dallo scorso mese di luglio si é sottoposto a uno strettissimo sciopero della fame per protestare le condizioni disumane di detenzione cui lui e i suoi compagni di prigionia erano sottoposti dal regime ebraico di occupazione, é stato liberato e ha raggiunto la Striscia di Gaza secondo i termini di un accordo raggiunto nella notte.
Sharawna rimarrà nella Striscia di Gaza liberata dalla Resistenza di Hamas (quando la Resistenza era ancora il fulcro principale delle attività del gruppo) per dieci anni, dopo i quali (se Tel Aviv terrà fede alla parola data, cosa che é tutta da verificare) potrebbe anche tornare nella Cisgiordania occupata. Anche la madre di Sharawna aveva iniziato uno sciopero della fame di solidarietà, che la aveva ridotta a venire ricoverata in ospedale.
Sharawna era uno degli oltre mille detenuti politici liberati dal regime sionista di occupazione in cambio del rilascio dell'ebreo francese Gilad Schalit, ma in seguito era stato riarrestato dalla soldataglia di Tel Aviv, in uno dei mille esempi di quanto possa valere la parola del regime ebraico.
Sharawna rimarrà nella Striscia di Gaza liberata dalla Resistenza di Hamas (quando la Resistenza era ancora il fulcro principale delle attività del gruppo) per dieci anni, dopo i quali (se Tel Aviv terrà fede alla parola data, cosa che é tutta da verificare) potrebbe anche tornare nella Cisgiordania occupata. Anche la madre di Sharawna aveva iniziato uno sciopero della fame di solidarietà, che la aveva ridotta a venire ricoverata in ospedale.
Sharawna era uno degli oltre mille detenuti politici liberati dal regime sionista di occupazione in cambio del rilascio dell'ebreo francese Gilad Schalit, ma in seguito era stato riarrestato dalla soldataglia di Tel Aviv, in uno dei mille esempi di quanto possa valere la parola del regime ebraico.
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mercoledì 6 marzo 2013
Ayman Sharawna eroe del digiuno, continuerà lo sciopero della fame anche se ha già subito danni clinici "irreparabili"!
Ayman Sharawna, il prigioniero politico palestinese che sta digiunando da settimane per protestare contro le disumane condizioni di carcerazione cui é sottoposto nelle galere del regime ebraico di occupazione, e la cui stessa madre, per solidarietà, é impegnata in un digiuno parallelo pur trovandosi ricoverata in ospedale ad Al-Khalil, non ha nessuna intenzione di interrompere il proprio sciopero della fame, anche se le sue condizioni di salute dovessero ulteriormente peggiorare.
Lo ha comunicato il suo legale rappresentante, l'avvocato difensore Jawad Boulous, cappo della sezione legale della Società dei Prigionieri Palestinesi dopo avere visitato il detenuto, trasferito nella clinica carceraria di Soroka, presso Beersheba. Sharawna vi é stato condotto d'urgenza dopo essere collassato nel pieno di una udienza lo scorso 20 febbraio.
Dimagrito di oltre 50 chili dall'inizio del digiuno forzato, secondo i clinici che lo hanno visitato Sharawna ha sottoposto il suo fisico a uno sforzo critico e i suoi reni con ogni probabilità hanno subito danni irreparabili.
Lo ha comunicato il suo legale rappresentante, l'avvocato difensore Jawad Boulous, cappo della sezione legale della Società dei Prigionieri Palestinesi dopo avere visitato il detenuto, trasferito nella clinica carceraria di Soroka, presso Beersheba. Sharawna vi é stato condotto d'urgenza dopo essere collassato nel pieno di una udienza lo scorso 20 febbraio.
Dimagrito di oltre 50 chili dall'inizio del digiuno forzato, secondo i clinici che lo hanno visitato Sharawna ha sottoposto il suo fisico a uno sforzo critico e i suoi reni con ogni probabilità hanno subito danni irreparabili.
domenica 3 marzo 2013
La madre del prigioniero politico Ayman Sharawna: "Continuerò il mio sciopero della fame in ospedale, in solidarietà con mio figlio!"
Nel suo letto all'ospedale di Al-Khalil, in Cisgiordania, dove é ricoverata dalla metà di febbraio dopo essere collassata a causa delle privazioni cui si é sottoposta in solidarietà con suo figlio Ayman Sharawna, attualmente detenuto nelle galere israeliane, l'anziana ma determinatissima e coraggiosa Laila Ghannam ha dichiarato ufficialmente di essere pronta a continuare il suo sciopero della fame, pur sotto controllo medico, fino a quando suo figlio non verrà rilasciato.
Come Samir Issawi e molti altri in precedenza, anche Ayman Sharawna é uno dei molti prigionieri politici palestinesi che da mesi si stanno lentamente consumando rifiutando il cibo, trasformando i loro corpi imprigionati in campi di battaglia dove ogni ora, ogni minuto di digiuno accrescono un patrimonio di dignità che sminuisce e fa sfigurare nella meschinità la strapotenza violenta dei carcerieri, dei generali, degli invasori e degli occupanti sionisti.
Laila Ghannam ha lanciato un appello a tutti i dirigenti di Hamas, di Fatah, di tutte le organizzazioni politiche palestinesi, di non lasciare intentato nessun approccio per cercare di assicurare la liberazione di suo figlio e dei suoi compagni di prigionia.
Come Samir Issawi e molti altri in precedenza, anche Ayman Sharawna é uno dei molti prigionieri politici palestinesi che da mesi si stanno lentamente consumando rifiutando il cibo, trasformando i loro corpi imprigionati in campi di battaglia dove ogni ora, ogni minuto di digiuno accrescono un patrimonio di dignità che sminuisce e fa sfigurare nella meschinità la strapotenza violenta dei carcerieri, dei generali, degli invasori e degli occupanti sionisti.
Laila Ghannam ha lanciato un appello a tutti i dirigenti di Hamas, di Fatah, di tutte le organizzazioni politiche palestinesi, di non lasciare intentato nessun approccio per cercare di assicurare la liberazione di suo figlio e dei suoi compagni di prigionia.
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lunedì 25 febbraio 2013
La morte in carcere di Arafat Jaradat incendia la Cisgiordania, persino 'Fatah' minaccia ritorsioni!
Questo articolo é stato ripreso e segnalato anche dagli amici di "Stato&Potenza" che ogni giorno di più si dimostrano estimatori entusiasti dei nostri contenuti! Grazie Ragazzi!
"Abbiamo la certezza, oltre ogni ragionevole dubbio, che la morte del camerata Arafat Jaradat, perito mentre si trovava prigioniero del regime sionista, sia stata cagionata dalle conseguenze dei brutali pestaggi e delle torture cui era regolarmente sottoposto da secondini e guardiani; noi, le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, giuriamo solennemente che questo crimine non resterà impunito e promettiamo all'occupazione sionista una rapida quanto dolorosa risposta".
Con queste parole il braccio armato del movimento Fatah (le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa) ha commentato la notizia della morte di Arafat Jaradat, mentre imponenti misure di sicurezza sono state preparate per oggi nella zona tra Al-Khalil, Saeer e Beit Einun, dove abita la famiglia del defunto, in previsione di rally e dimostrazioni in occasione dei suoi funerali.
Le forze dell'occupazione militare sionazista, in particolare, vorranno bloccare ogni accesso da parte dei dimostranti alla cosiddetta "Autostrada 60", un'arteria delle cosiddette 'Autostrade dell'Apartheid' visto che il suo uso é tassativamente ristretto ai violenti coloni ebrei fanatici che partecipano in qualità di miliziani armati all'occupazione della Cisgiordania (contraria allo spirito e alla lettera del Diritto Internazionale).
"Abbiamo la certezza, oltre ogni ragionevole dubbio, che la morte del camerata Arafat Jaradat, perito mentre si trovava prigioniero del regime sionista, sia stata cagionata dalle conseguenze dei brutali pestaggi e delle torture cui era regolarmente sottoposto da secondini e guardiani; noi, le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, giuriamo solennemente che questo crimine non resterà impunito e promettiamo all'occupazione sionista una rapida quanto dolorosa risposta".Con queste parole il braccio armato del movimento Fatah (le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa) ha commentato la notizia della morte di Arafat Jaradat, mentre imponenti misure di sicurezza sono state preparate per oggi nella zona tra Al-Khalil, Saeer e Beit Einun, dove abita la famiglia del defunto, in previsione di rally e dimostrazioni in occasione dei suoi funerali.
Le forze dell'occupazione militare sionazista, in particolare, vorranno bloccare ogni accesso da parte dei dimostranti alla cosiddetta "Autostrada 60", un'arteria delle cosiddette 'Autostrade dell'Apartheid' visto che il suo uso é tassativamente ristretto ai violenti coloni ebrei fanatici che partecipano in qualità di miliziani armati all'occupazione della Cisgiordania (contraria allo spirito e alla lettera del Diritto Internazionale).
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martedì 29 gennaio 2013
Il vigliacco Hollande vuole imporre clausole per liberare George Abdallah: "Nessuna trattativa con gli ipocriti di Parigi!"
Nel nuovo vergognoso capitolo dell'affaire George Abdallah, che va tutto a disdoro e discredito della parte francese, il Governo di Parigi, tuttora impegnato a bombardare e massacrare la popolazione del Mali e a fomentare e sostenere i massacratori mercenari e terroristi wahabiti in Siria, vorrebbe imporre 'condizioni aggiuntive' per la liberazione del prigioniero politico in carcere da quasi trent'anni.
Vigliaccamente, le condizioni riguarderebbero il trasferimento e rientro in patria di Abdallah che dovrebbe avvenire "nascostamente", "di notte", senza permettere alcuna 'manifestazione pubblica e/o politica' a celebrarne la libertà; il permesso di riceverlo sarebbe accordato solo ai parenti e soltanto a quelli più stretti. Le vergognose richieste dimostrano come all'Eliseo il napoleonino Hollande si é reso conto che George Abdallah é diventato un simbolo e che il suo esempio sicuramente spronerà all'azione molti epigoni e imitatori, da qui il desiderio di liberarlo "in segreto".
Ma, come ha già indicato eloquentemente Pierre Abisaab di Al-Akhbar, Abdallah é un EROE e chi lo ha tenuto in catene per tre decenni non ha ALCUN DIRITTO di imporre queste clausole alla sua famiglia, ai suoi amici, ai suoi ammiratori e sostenitori, che hanno OGNI DIRITTO di festeggiarlo e salutarlo come l'esempio che ha saputo diventare con le sue azioni, il suo coraggio, la sua abnegazione.
Pochi giorni fa Abdallah era dimenticato in un angolo della Storia e se fosse stato liberato avrebbe avuto attorno familiari e pochi amici incanutiti, adesso centinaia di giovani libanesi assediano da presso le sedi diplomatiche e culturali francesi e migliaia sono pronti a scendere in piazza per applaudirlo. Bel "coup de boomerang", M.sieur Hollande!
Vigliaccamente, le condizioni riguarderebbero il trasferimento e rientro in patria di Abdallah che dovrebbe avvenire "nascostamente", "di notte", senza permettere alcuna 'manifestazione pubblica e/o politica' a celebrarne la libertà; il permesso di riceverlo sarebbe accordato solo ai parenti e soltanto a quelli più stretti. Le vergognose richieste dimostrano come all'Eliseo il napoleonino Hollande si é reso conto che George Abdallah é diventato un simbolo e che il suo esempio sicuramente spronerà all'azione molti epigoni e imitatori, da qui il desiderio di liberarlo "in segreto".
Ma, come ha già indicato eloquentemente Pierre Abisaab di Al-Akhbar, Abdallah é un EROE e chi lo ha tenuto in catene per tre decenni non ha ALCUN DIRITTO di imporre queste clausole alla sua famiglia, ai suoi amici, ai suoi ammiratori e sostenitori, che hanno OGNI DIRITTO di festeggiarlo e salutarlo come l'esempio che ha saputo diventare con le sue azioni, il suo coraggio, la sua abnegazione.
Pochi giorni fa Abdallah era dimenticato in un angolo della Storia e se fosse stato liberato avrebbe avuto attorno familiari e pochi amici incanutiti, adesso centinaia di giovani libanesi assediano da presso le sedi diplomatiche e culturali francesi e migliaia sono pronti a scendere in piazza per applaudirlo. Bel "coup de boomerang", M.sieur Hollande!
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lunedì 21 gennaio 2013
Nuove proteste contro l'ambasciata francese! Sostenitori di George Abdallah "offrono" ancora uova e pomodori alla delegazione diplomatica!
Nel mondo arabo, nel mondo musulmano, in Africa e in Medio Oriente sarebbe difficile trovare oggi paese più impopolare della Francia: con le sue improvvide avventure in Mali e Somalia e con il rifiuto ipocrita di confermare l'ordine di scarcerazione del prigioniero politico George Abdallah il Presidente 'socialista' Hollande si é inimicato gli oppressi della Terra come il 'galletto' napoleonico Sarkozy non era mai riuscito a fare!
Nel corso del passato week-end, per la seconda volta la rappresentanza diplomatica di Parigi in Libano é stata assediata da centinaia di manifestanti, tra loro familiari, parenti e compagni di militanza politica di George Abdallah, che hanno denunciato l'ipocrisia francese nel trattenere il loro congiunto in carcere nonostante il tribunale ne avesse istruito la liberazione. Di nuovo finestre e mura della legazione sono state 'decorate' da uova e pomodori.
Non si sono riscontrate violenze di sorta, e i manifestanti, fra cui erano numerosi anche aderenti di Hezbollah, del Partito Comunista Libanese e degli Al-Morabitoun (Nazionalisti Nasseriti), hanno promesso di ampliare a intensificare il ritmo e la profondità delle loro iniziative anti-francesi fino al rilascio di Abdallah.
Nel corso del passato week-end, per la seconda volta la rappresentanza diplomatica di Parigi in Libano é stata assediata da centinaia di manifestanti, tra loro familiari, parenti e compagni di militanza politica di George Abdallah, che hanno denunciato l'ipocrisia francese nel trattenere il loro congiunto in carcere nonostante il tribunale ne avesse istruito la liberazione. Di nuovo finestre e mura della legazione sono state 'decorate' da uova e pomodori.
Non si sono riscontrate violenze di sorta, e i manifestanti, fra cui erano numerosi anche aderenti di Hezbollah, del Partito Comunista Libanese e degli Al-Morabitoun (Nazionalisti Nasseriti), hanno promesso di ampliare a intensificare il ritmo e la profondità delle loro iniziative anti-francesi fino al rilascio di Abdallah.
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