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martedì 19 gennaio 2016

Geagea costretto a sostenere la candidatura di Michel Aoun alla presidenza libanese!

A un anno e nove mesi dal primo tentativo, sembra che finalmente stia per terminare l'impasse che finora ha impedito l'elezione di un nuovo Presidente libanese, che succeda ufficialmente a Michel Sleiman.

La Costituzione prevede che il Presidente sia sempre un cristiano maronita e, visto che l'unico candidato autorevole per la carica era l'Ex-generale Michel Aoun, autore della "rivoluzione copernicana" della politica libanese (in quanto leader di un partito maronita alleato con Hezbollah e Amal), la cosa aveva impedito (finora) il sostegno della sua candidatura da parte dei maroniti schierati con le potenze reazionarie.

sabato 2 maggio 2015

Nuova approfondita sessione di dialogo tra Hassan Nasrallah e Michel Aoun!

Il Segretario Generale del Movimento Sciita Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha incontrato il leader del Libero Movimento Patriottico, l'Ex-generale Michel Aoun; al termine della lunga sessione di dialogo le segreterie dei due partiti hanno emesso un comunicato stampa congiunto.

L'incontro ha visto la partecipazione del Ministro degli Esteri libanese Jebran Bassil, del consigliere di Nasrallah Hussein Khalil e dell'Ufficiale di Collegamento e Coordinazione di Hezbollah, Wafiq Salah.

mercoledì 22 aprile 2015

I Cristiani di Ras Baalbek prendono le armi per difendersi dai terroristi dell'ISIS, li aiuta e li rifornisce il movimento Hezbollah!

C'é un uomo di nome Nasrallah in Libano, e comanda una milizia volontaria. Ma non stiamo parlando del leader di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, bensì del capo della comunità cristiano-maronita di Ras Baalbek, Rifaat Nasrallah, che negli ultimi mesi ha organizzato i suoi concittadini in una milizia part-time che controlla le linee dell'Armee Libanaise schierata contro i terroristi takfiri che si accalcano contro il confine siriano, scrutando ansiosamente per avvistare ogni segno di avanzata di questi ultimi e prepararsi a difendere con le armi le proprie case e i propri cari.

giovedì 19 febbraio 2015

Il 'caso' di Khaled al-Daher dimostra quanto bigotto odio anticristiano sia diffuso tra i filosauditi di Saad Hariri!!

Chi legge con passione e costanza le nostre pagine sa benissimo con quanto impegno ci siamo sempre dedicati a denunciare l'ipocrisia, l'incompetenza, la profonda pochezza umana e morale del politicante mezzo saudita Saad Hariri (il Renzo Bossi libanese), capo del partito Mustaqbal e agente degli interessi di Riyadh, Washington e Tel Aviv a Beirut e nel Paese dei Cedri.

Abbiamo anche segnalato a più riprese come il partito Mustaqbal (capofila della coalizione filoimperialista dell'Alleanza 14 Marzo), sia pesantemente infiltrato di elementi musulmani estremisti takfiri e filo-wahabiti, versione 'in doppiopetto' dei ciabattari barbuti che girano tra Arsal e la Siria.

sabato 27 dicembre 2014

Delegazione di Hezbollah visita il Patriarca di Antiochia: "Michel Aoun é l'unico candidato possibile per la poltrona presidenziale!"

In occasione nelle festività natalizie una delegazione di Hezbollah, guidata dal Capo del Consiglio Politico, Sayyed Ibrahim Amin, ha reso visita al Patriarca Maronita Beshara Boutrous al-Rai, offrendo gli auguri personali del Segretario Hassan Nasrallah e discutendo di vari argomenti, principalmente quelli collegati all'impasse politica che impedisce l'elezione del nuovo Presidente del Paese dei Cedri.

Hezbollah, fedele ai patti siglati, sostiene senza riserve Michel Aoun del Libero Movimento Patriottico come la figura di grande statura morale, con un impeccabile curriculum politico (e militare) adatta a succedere all'inefficace, indeciso e spesso parziale Michel Sleiman.

Alla vigilia di Natale, sotto gli auspici del Portavoce del Parlamento Nabih Berri, una delegazione di Hezbollah si é incontrata con i rappresentanti del partito sunnita filosaudita di Saad Hariri, ribadendo le posizioni del movimento.

Contemporaneamente anche i falangisti paramafiosi fascistoidi dell'assassino liberato Samir Geagea hanno provato a convincere Aoun a tradire l'alleanza coi partiti sciiti e della Resistenza, ottenendo un secco rifiuto.

martedì 7 ottobre 2014

Il Patriarca maronita Al-Rai omaggia gli uomini di Hezbollah: "Senza di loro avremmo l'ISIS alle porte di Beirut!!"

Fonti bene informate dalla sede del Patriarcato di Antiochia a Bkirki (residenza ufficiale del Cardinale Beshara al-Rai, capo dei cristiani maroniti, confessione cattolica sui iuri) hanno rivelato al quotidiano libanese As-Safir che, rivolgendosi in privato ai propri collaboratori il porporato abbia lodato l'opera dei combattenti sciiti di Hezbollah, in Libano ma anche in Siria.

In particolare Al-Rai avrebbe proferito la seguente frase: "La maggioranza dei cristiani libanesi, se la si interrogasse in merito, non avrebbe che parole di lode per i combattenti della Resistenza, senza di loro avremmo l'ISIS a Jounieh!". Jounieh é una cittadina a popolazione prevalentemente cristiana che si trova a poco più di 15 chilometri di distanza da Beirut.
Intanto, da altre fonti sempre in Libano, abbiamo modo di mostrare ai nostri lettori una parte delle armi e degli equipaggiamenti abbandonati dai terroristi takfiri che si sono scontrati recentemente con i combattenti sciiti nella Valle della Biqa, venendo sconfitti e messi in fuga con gravi perdite.

mercoledì 17 settembre 2014

Aoun: "Nessuna vittoria possibile contro l'ISIS senza il coinvolgimento di Siria, Russia e Iran!"

Il leader del Libero Movimento Patriottico libanese, l'Ex-generale Michel Aoun, l'uomo politico che ha avuto il merito di offrire ai Cristiani Maroniti del Paese dei Cedri che non si riconoscevano nei partiti conservatori filiati dalla Falange Libanese (ormai totalmente asserviti a Washington, Riyadh e Tel Aviv) una formazione in cui identificarsi, ha parlato ai giornalisti locali e regionali riguardo la crisi coi militanti wahabiti addossati al confine con la Siria.

Aoun ha chiarito come nei dintorni di Arsal si fosse registrata presenza di militanti takfiri ben prima che la milizia sciita di Hezbollah si mobilitasse in aiuto del legittimo Governo siriano, quindi l'accusa dei giustificatori e sodali dei terroristi che incolperebbero il partito di Nasrallah di aver 'causato' l'ingresso dell'ISIS nel paese é speciosa e ipocrita, oltre a essere totalmente falsa.

Aoun ha anche aggiunto che chiunque voglia sradicare seriamente la minaccia dell'ISIS deve farlo con la cooperazione e il consenso dei Governi di Iran, Siria e Russia e che "nulla di serio" potrà venire da iniziative che rifiutino a priori la collaborazione con questi soggetti. Il Segretario dell'LMP ha infine concluso le proprie dichiarazioni invitando il Parlamento di Beirut a eleggere finalmente il Presidente del paese, spezzando l'impasse che paralizza il Libano da mesi.

sabato 13 settembre 2014

Imbarazzo alla Casa Bianca durante l'incontro coi Patriarchi Orientai. Obama: "Sappiamo che Assad ha difeso i Cristiani!"

Come abbiamo già detto in un articolo precedente i Patriarchi Cristiani d'Oriente sono impegnati in un viaggio di gruppo negli Usa per sensisbilizzare le numerose comunità siro-libanesi e arabe che vivono oltreoceano sull'emergenza vissuta dai loro correligionari in Siria e Irak. Il banchetto della sera dell'11 settembre in compagnia di ignoranti e cafoni rappresentanti eletti al Congresso é finito con un esodo di massa dei prelati, offesi dalle bestialità proferite dai loro ospiti, ma l'incontro alla Casa Bianca col Presidente Obama ha avuto risultati ancora più sorprendenti.

Di fronte a Patriarchi, Vescovi e Cardinali (vedi la foto in apertura) Obama si é lasciato "scappare" l'ammissione secondo la quale: "Sappiamo bene che Assad e il suo Governo hanno protetto le comunita cristiane della Siria". Forse il 'Potus' non pensava che la sua dichiarazione sarebbe stata registrata e trasmessa, cosa invece che é puntualmente avvenuta. Nella frase, a ulteriore 'imbarazzo' di Obama, gli é scappato di chiamare il Governo di Assad come realmente é (un Governo legittimo sostenuto dai voti della stragrande maggioranza dei Siriani) e non col nome di 'regime' che nella parlance ipocrita a stelle e strisce dovrebbe squalificarlo.

Prontissima allora la replica di Aram I Keshishian capo della Chiesa Armena, che ha incalzato Barack Hussein: "Allora in questo caso la dovete finire di sostenere i terroristi che cercano di abbattere il suo Governo!".

venerdì 12 settembre 2014

Cardinali, Vescovi e Patriarchi cristiani d'oriente abbandonano banchetto a Washington nausati dall'ignoranza dei loro ospiti!!

Organizzare a Washington una serata "a favore dei Cristiani d'Oriente" e poi riuscire a insultare e offendere la Verità e la Storia tanto da provocare l'esodo del Cardinale Beshara al-Rai (Patriarca Maronita di Antiochia), del Vescovo Zihlawi, del Patriarca Aram (Armeno), del Patriarca Ignatiuis Younane (Cristiani di rito Siriaco) e infine di Gregorio III Laham, Patriarca melkita é sicuramente un record.

Sono riusciti a stabilirlo i rozzi e ignoranti congressisti e senatori Usa che evidentemente avevano scambiato la serata di ieri come un palcoscenico per dare la stura ai loro sentimenti islamofobi e imperialisti conditi da filosionismo di marca evangelica, tanto popolare oltreoceano.

Quando il Senatore Cruise si é lanciato in una tirata laudatoria nei confronti del regime ebraico di occupazione della Palestina e ha paragonato i legittimi movimenti di Resistenza Hamas ed Hezbollah ai fantocci sionisti dell'ISIS il Patriarca Melkita Gregorio ha preso, si é scrollato la polvere dai calzari e ha abbandonato l'assise, non prima di aver ricordato al cafone a stelle e strisce che fu l'arrivo degli invasori ebrei in Palestina a causare i primi profughi cristiani del Medio Oriente.

Quando poco più tardi il Congressista Chris Smith ha osato accusare il Presidente Assad di 'crimini contro i Cristiani' (quando invece tutti sanno che ne é il primo e più convinto protettore) tutti gli altri Patriarchi, che avevano voluto credere che le sparate di Cruise fossero solo un incidente isolato, hanno fatto registrare la loro delusione e se ne sono andati.


martedì 20 maggio 2014

Il Cardinal Al-Rai incontra l'ambasciatore Roknabadi e raccomanda stretti legami Beirut-Teheran!

"Un deciso miglioramento dei rapporti di cooperazione diplomatica, economica e strategica nel mutuo interesse delle due parti" questo l'augurio espresso dal Patriarca di Antiochia Beshar al-Rai, capo spirituale dei Cristiani Maroniti subito dopo il suo incontro con l'ambasciatore della Repubblica Islamica Ghanzanfar Roknabadi.

Al-Rai ha sottolineato il grande e positivo ruolo svolto negli ultimi anni dalla presenza iraniana nel Grande Medio Oriente che ha visto l'influenza e l'importanza di Teheran espandersi e approfondirsi in una cornice di sviluppo e autonomia che la regione non ricordava da lunghissimo tempo.

Il Cardinale, interrogato in merito dai giornalisti che hanno raccolto le sue dichiarazioni, ha anche menzionato l'attuale impasse nel processo di selezione di un papabile successore al Presidente Sleiman, augurandosi che le parti possano presto convergere su un nome accettabile a entrambe per evitare una Crisi Istituzionale.

venerdì 31 agosto 2012

Al-Rai e Mikati mettono in guardia il Libano dalle mire destabilizzatrici straniere!

Durante la visita alla cittadina di Rashdebbedine tenutasi nella giornata di ieri il Patriarca maronita Beshara al-Rai ha pronunciato un messaggio nel quale, rivolgendosi a tutti i Libanesi senza differenza di religione o setta li ha messi in guardia contro "le azioni e le istigazioni di quelle mani invisibili che vogliono sabotare la pace e la convivenza civile nel nostro paese per i loro interessi politici". Il messaggio ha ricevuto ancor più pognanza per il fatto di essere stato pronunciato nel Nord del paese, recentemente travagliato dagli scontri tra estremisti wahabiti e sostenitori della storica alleanza tra Libano e Siria.
Il Patriarca nel suo discorso ha menzionato la ricchezza del contributo cristiano all'evoluzione storica e culturale del Mondo Arabo attraverso tutta la propria storia e come esso sia parte viva e attiva di una ricchezza e una diversità che deve servire da antidoto e da prevenzione contro ogni tentativo di frammentazione e incitazione alla violenza. Le parole di Al-Rai sono state pronunciate a distanza di poche ore dall'appello con cui il Premier Najib Mikati ha invitato la popolazione del Nord a 'sostenere lo sforzo dei militari impegnati a riportare la calma a Tripoli e dintorni'.
Mikati ha elaborato su come grazie allo sforzo e al sacrificio degli uomini dell'Armee Libanaise molti dei responsabili delle aggressioni settarie costate quasi venti morti siano stati arrestati e verranno presto giudicati per i loro crimini e come sia possibile ora pensare a una riconciliazione generale che tenda a proteggere il Paese dalle ripercussioni delle crisi regionali. Mikati ha annunciato anche la creazione di una Alta Commissione per le Riparazioni e il Soccorso che servirà a valutare i danni inflitti durante gli scontri a proprietà private e a compensarli adeguatamente.
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venerdì 1 giugno 2012

L'emergere della minaccia estremista wahabita nel Nord del Libano potrebbe segnare la morte politica dell'Alleanza 14 Marzo!

Come abbiamo visto ampiamente nelle scorse settimane il Libano sta venendo trascinato sempre più profondamente nella crisi siriana, visto che gli istigatori del complotto contro Assad (Turchi, Sauditi, Americani, Qatarioti, Israeliani) non riescono nemmeno con stragi orrende commesse contro la popolazione civile a istigare malcontento o rivolte contro il Presidente e il suo Governo é ovvio che cerchino altre vie, magari indirette, per cercare di cambiare l'equazione che ormai da quattordici mesi continua a dare risultati opposti a quelli da loro desiderati. Da qui, quasi 'naturalmente' il tentativo di stabilire in Libano, che proprio nella parte Nord del paese confinante con la Siria ha le più forti comunità di musulmani sunniti, una sorta di 'zona franca' per mercenari qaedisti da far confluire da tutto il mondo, in modo che in loco possano trovare asilo, appoggio, rifornimenti e basi dove rifugiarsi in caso di rovesci come quelli inflitti loro a Homs, a Daraa e in altre località dall'Esercito Siriano tra febbraio e marzo.
I tentativi in questo senso sono risultati nei recenti scontri e torbidi a Tripoli e dintorni visto che in Libano vi é ancora un Governo che ha a cuore l'integrità, l'autonomia e l'indipendenza nel paese e le cui forze motrici, come hanno affrontato dapprima l'occupazione sionista (cacciata nel 2000) e poi la rinnovata aggressione nel Sud del paese (sventata nel 2006) altrettanto non possono permettere che forze straniere installino le loro 'zone franche' nel Nord, dove peraltro le comunità e i gruppi invece favorevoli al Governo di Damasco anche se magari minoritarie rispetto ai sunniti, pure non mancano (gli Alawiti di Jabal Moshen, i militanti dell'SSNP, gli Armeni, i membri del Partito Democratico Arabo...) e le loro vite e le loro proprietà devono venire difese dallo Stato e dai suoi rappresentanti.
Adesso che per il momento gli scontri sono cessati, mentre si aspetta di vedere quali misure prenderà l'Armee Libanaise per intensificare e rafforzare il suo controllo sul territorio del Settentrione (non solo per contrastare le attività terroristiche ma anche per evitare che sia l'Esercito siriano a prendere l'iniziativa e lanciare un'operazione oltreconfine, cosa che potrebbe essere costretto a fare se la minaccia wahabita in Libano non venisse affrontata adeguatamente dalle forze locali), sembra evidente che gli effetti politici a medio termine dei recenti avvenimenti siano tutti sfavorevoli alle fortune dell'Alleanza 14 Marzo che nel peggiore (per chi scrive ovviamente, il migliore) dei casi potrebbe persino cessare di esistere prima della chiamata alle urne delle politiche 2013.
L'Alleanza 14 marzo si basa sull'asse tra i fascisti cristiani maroniti della Falange Libanese (Kataeb) e delle LF, partiti del killer Geagea e dei traditori Gemayel, che aprirono le porte dell'invasione israeliana del Libano nel 1982, e i sunniti guidati dal mezzo-saudita Saad Hariri, il Renzo Bossi libanese nato e cresciuto in Arabia Saudita e molto più a suo agio con gli sceicchi fannulloni del petrolio che con il delicato mosaico bizantino di partiti, etnie e fedi religiose del Paese dei Cedri. Una volta i Falangisti potevano vantarsi di essere il partito di riferimento di quasi tutti i cristiani maroniti, (con l'eccezione del Partito Marada, guidato dall'unico scampato a una strage mafiosa condotta da Geagea, Hobeika e Gemayel contro la famiglia Frangieh) ma questo non é più vero da quando il Libero Movimento Patriottico dell'Ex-generale Aoun si é alleato con gli sciiti di Amal ed Hezbollah e, attraverso un accurato sistema di "desistenze" é riuscito a fare eleggere candidati sciiti in collegi con considerevoli minoranze cristiane maronite avverse all'atteggiamento servile filoamericano e filoisraeliano del Kataeb delle LF e a far prevalere propri rappresentanti in collegi cristiani con sostanziali minoranze sciite da fare 'convergere' sui candidati dell'LMP.
Adesso i cristiani maroniti che magari votavano 14 marzo perché non si fidavano di Hezbollah e di Amal hanno visto che tra gli 'alleati' di Geagea e dei Gemayel vi sono barbuti qaedisti ancora più pericolosi di quanto possano mai essere gli sciiti, giacché sia Nasrallah che Nabih Berri riconoscono la natura multietnica e multiconfessionale del Libano, mentre gli 'sceicchi' wahabiti vorrebbero installare, in Libano come in Siria, un emirato fondamentalista dove ai cristiani e alle altre sette sarebbe riservata la fine fatta fare ai cristiani irakeni nella provincia di Ansar durante il periodo più violento dell'insorgenza sunnita: bombe, stragi, emigrazione forzata, pulizia etnica.
Quali effetti avrà questo sui risultati elettorali? E' presto per dirlo ma si possono fare delle sensate e realistiche ipotesi: se l'Alleanza 8 Marzo (Hezbollah, Amal, LMP, SSNP, Tashnaq, Comunisti e altri) riporterà una vittoria netta e secca, allora si avrà una prosecuzione dell'attuale azione di Governo, forse persino con lo stesso Premier Najib Mikati, Michel Aoun verrà nominato Presidente del Libano e i Drusi del PSP si alleeranno con i vincenti progressisti per rafforzarne ulteriormente il controllo del Parlamento. Se invece si ripeterà un risultato simile al 2009, cioé praticamente di parità tra i due blocchi allora si andrà a un Governo di coalizione, una figura di 'garanzia' salirà al soglio presidenziale (Jean Kahwagi?) e l'Esecutivo potrà fare pochissimo perché sarà paralizzato dai veti incrociati delle due anime della Grossekoalition. Non consideriamo possibile una grande affermazione dell'Alleanza 14 Marzo perché prevediamo per essa una emorragia di voti cristiani spaventati dalla minaccia sunnita/wahabita, bisognerà vedere se questi andranno all'LMP, come Aoun spera, o si disperderanno in candidati 'indipendenti' però avversi alla coalizione progressista, nel qual caso sarà più simile il secondo risultato di cui sopra.
La sfida decisiva sarà tra Geagea e Aoun per il voto cristiano maronita, dunque, e si svolgerà in pochi collegi-chiave del Monte Libano: Baabda, Metn, Jbeil e Kesrouan. Le altre due province della zona (Chouf e Aley) sono roccaforti druse e lì si vedrà se l'LDP di Talal Arslan potrà sottrarre abbastanza voti al PSP da danneggiarne le chance di fare da 'ago della bilancia' tra le due opposte coalizioni. A Baabda é quasi certo che i voti sommati di maroniti aounisti e sciiti sconfiggeranno qualunque candidato falangista, a Metn i falangisti possono essere certi di due seggi 'blindati' che quasi sicuramente assegneranno a Sami Gemayel e Michael Murr, ma per spuntare un'altra poltrona dovrebbero battere il blocco aounista rafforzato dai voti armeni del Tashnaq, una prospettiva improbabile a dir poco, nei governatorati confinanti di Kesrouan e Jbeil la situazione é meno netta e qui Geagea, con la pagliacciata del finto 'attentato' alla sua vita voleva seminare la paura tra i maroniti locali che la loro zona fosse infiltrata da 'squadre della morte di Hezbollah', una trovata baracconesca che ormai ha perso mordente soprattutto per le gravi preoccupazioni venute recentemente da Nord.
Geagea e i suoi compari devono assolutamente 'dimostrare' ai loro elettori che la minaccia wahabita-qaedista é meno grave di quanto sembri, per evitare la loro fuga verso altri patron elettorali ma, per fare ciò avrebbero bisogno di tutto l'aiuto di Saad Hariri uomo di punta sunnita della loro alleanza che invece continua a farsi notare per le sue prolungate assenze dal Libano, che spende ora in Francia ora in Arabia Saudita. Se questa situazione non cambierà l'Alleanza 14 Marzo potrebbe persino sfaldarsi prima delle elezioni del 2013.

lunedì 26 marzo 2012

Grande successo per il meeting interconfessionale di Bkirki tra leader religiosi cristiani e musulmani!


Il meeting Cristiano-Musulmano di Bkirki, che ha visto coinvolti rappresentanti delle maggiori sette e denominazioni libanesi delle due massime religioni monoteiste del mondo si é concluso nella giornata di ieri con una dichiarazione conclusiva che ha espresso la profonda preoccupazione dei leader convenuti per gli episodi di violenza (di diverso segno) che colpiscono fedeli delle due religioni rispettivamente in Palestina, Irak e Siria.

I capi spirituali hanno affermato i Diritti individuali e collettivi alla libertà, alla Democrazia, alla scelta di Governo e il loro sostegno a un futuro democratico Stato di Palestina dove viga la formula 'un uomo un voto' con Capitale Gerusalemme e nessuna discriminazione etnica o religiosa. I convenuti si sono dati appuntamento a riunioni simili che li vedranno di volta in volta confrontarsi sugli ultimi sviluppi locali e regionali.

Condoglianze ai Copti egiziani per il trapasso di Shenouda III e ai Drusi siriani per la morte di Akl di Soueida sono state altresì espresse con intenso e sincero cordoglio. Il Patriarca di Antiochia Beshara al-Rai ha sottolineato, in conclusione, il significato del dialogo cristiano-musulmano dicendosi orgoglioso di avere potuto ospitare questa riunuone nel suo 'quartier generale' di Bkirki e di considerare il dialogo intersettario e interconfessionale come la migliore via di trovare terreni comuni sui quali superare e conciliare le differenze, componendo i contrasti.
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venerdì 30 dicembre 2011

Il Patriarca maronita Al-Rahi esprime tutto il suo sostegno e la sua fiducia nell'azione riformatrice del Presidente Assad!


A conferma che il Governo di Damasco gode della fiducia e del sostegno di tutti i segmenti della società siriana e che contro di esso agisce solo un piccolissimo numero di mercenari foraggiati dagli intriganti e arroganti imperialisti di Riyadh, Tel Aviv e Washington, in questi giorni anche il Patriarca maronita Beshara al-Rahi, ricevendo una delegazione di Siriani di Tartous ha espresso parole di appoggio e stima per il Presidente Assad e la sua azione riformatrice, raccomandando a tutti i cristiani di Siria di rimanere uniti e diffidare degli interventi stranieri.

"Insieme a voi, fratelli, guardiamo in avanti con fiducia alle riforme messe in atto dal Presidente Assad a partire da marzo, da esse ci aspettiamo la soddisfazione delle vostre aspirazioni, mentre per amara esperienza sappiamo che le "riforme" promesse dall'esterno sono dannose e fallaci, poco distante da voi abbiamo visto come l'Irak sia stato distrutto da simili 'riforme'".

"Ogni popolo, ogni nazione deve trovare la propria via alla libertà, secondo le proprie tradizioni, la propria storia, la propria cultura. Siamo con voi e con tutti i Cristiani, di altre chiese e denominazioni e con i vostri fratelli Musulmani e ripetiamo che, Libanesi e Siriani, siamo tutti in realtà membri di un solo popolo che abita due Stati diversi".
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mercoledì 21 dicembre 2011

Ghazanfar Roknabadi incontra a Bkirki il Patriarca maronita Beshar al-Rai, discutendo su diaologo interreligioso e politica locale!


Il Patriarca di Antiochia e massimo esponente della comunità cristiano maronita, Cardinale Beshara al-Rahi ha incontrato l'ambasciatore a Beirut della Repubblica Islamica, Ghazanfar Roknabadi, per discutere dei preparativi per il Consiglio di dialogo interreligioso che si terrà il prossimo mese.

"La mia visita é stata motivata unicamente dalle discussioni relative alla Conferenza per il dialogo cristiano-islamico che si terrà il 17 gennaio 2012 con la partecipazione di delegazioni di tutti i paesi mediorientali e africani e delle loro rispettive comunità religiose, cristiane e musulmane", ha dichiarato Roknabadi poco prima di lasciare Bkirki al termine del vertice.

L'ambasciatore ha detto che, pur non figurando tra gli argomenti di dibattito stabiliti in precedenza, una piccola parte del meeting é stata spesa nel discutere degli ultimi avvenimenti politici in Libano, Iran e Siria, in special modo la questione del drone americano abbattuto e dell'accordo di cooperazione bilaterale tra Teheran e Beirut.

Interrogato in merito dai giornalisti presenti Roknabadi ha dichiarato di considerare l'invito in Siria di una commissione di osservatori della Lega Araba come "un enorme passo avanti" sottolineando come l'atteggiamento iraniano verso la questione siriana "sia omologo al nostro atteggiamento riguardo ogni altra questione: quello cioé di lasciare che ogni paese e ogni popolo decidano da soli senza ingerenze esterne come organizzazre e amministrare le loro patrie".

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Positivo e franco colloquio tra il Patriarca maronita Al-Rahi e il Segretario Generale di Hezbollah Hassan Nasrallah!


Una delegazione maronita guidata nientemeno che dal Patriarca di Antiochia Beshara Al-Rahi ha reso visita al Segretario Generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, discutendo con lui degli sviluppi politici nazionali e regionali.

La delegazione, che comprendeva anche il Vescovo Boulos Mattar e i membri del Comitato di Bkirki per il dialogo con Hezbollah Samir Mathloud e Hareth Shehab si é incontrata con Nasrallah, accompagnato dal membro del Politburo di Hezbollah Ghaleb Abu Zainab.

La delegazione ha ringraziato il Segretario Generale per avere inviato in precedenza una delegazione che esprimesse al Patriarca Al-Rahi i migliori auguri per la sua elezione alla massima carica maronita, nonché per la calorosa e ospitale accoglienza tributatagli durante le sue visite nel Libano meridionale e nella cittadina di Baalbek, dove la presenza di Sciiti (e quindi di Hezbollah) é particolarmente forte.

Le due parti hanno discusso degli ultimi eventi politici libanesi e mediorientali, restando d'accordo sul mantenere aperti canali di comunicazione riguardo a diversi casi e problemi.
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venerdì 4 novembre 2011

Il Consiglio dei vescovi Maroniti mette in guardia il Libano contro fazionalismi e attentati alla sua indipendenza!


Posticipato di un giorno per permettere al Patriarca di Antiochia Beshara al-Rahi di completare la sua due-giorni irakena il Consiglio dei Vescovi maroniti ha condannato nella sua sessione di ieri la costante frattura del mondo politico libanese, invitando tutte le forze e i partiti a dedicarsi al bene della nazione, rigettando influenze straniere che vogliono fare del Paese dei Cedri una pedina dei loro giochi.

Secondo una dichiarazione rilasciata subito dopo la chiusura del Consiglio a Bkirki, i Vescovi hanno lodato gli sforzi del Medio Oriente e in Nordafrica per la Riforma, la Democrazia e il Cambiamento, nonché il pieno rispetto e riconoscimento dei Diritti Umani, che stanno trovando applicazione nei movimenti della Primavera Araba. Nel comunicato si legge anche: "Le divisioni politiche ci provocano vivo dolore e chiediamo ai Libanesi di respongere con fermezza ogni tentativo di fomentare conflitti e divisioni".

Ma, subito dopo, arriva il passaggio che chiarisce da quale parte venga il pericolo maggiore: "Condanniamo senza appello ogni tentativo di violare la sovranità e l'indipendenza della nazione, nonché ogni tentativo di indebolire i suoi apparati di sicurezza e di difesa (quindi anche le armi della Resistenza!) attraverso violazioni dirette o indirette del suo principio di autodeterminazione". I Vescovi riuniti in Consiglio, inoltre, hanno discusso a lungo riguardo ai viaggi pastorali del Patriarca Al-Rahi in Nordamerica, in Vaticano e in Irak.
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mercoledì 2 novembre 2011

Secondo giorno di visita in Irak per il Patriarca maronita Al-Rahi!


Il Patriarca di Antiochia Beshara al-Rahi, massimo rappresentante della comunità maronita libanese concluderà oggi la sua visita di due giorni a Bagdad, un evento che rappresenta un "unicum" storico e, forse, segnala l'apertura di una nuova stagione di dialogo e solidarietà ecumenica, non solo tra cristiani d'Oriente di diverse sette (in Irak infatti i cristiani sono prevalentemente di rito siriaco) ma anche tra cristiani e musulmani.

Nel corso dei suoi colloqui col Vicepresidente irakeno Tareq al-Hashimi e col Patriarca siriaco Ignazio Giuseppe III Younan (foto sopra) Al-Rahi ha dichiarato: "Guardiamo con fiducia a un futuro di collaborazione coi nostri fratelli irakeni, di ogni religione e setta, verso un comune orizzonte di rifiuto della violenza, dell'intolleranza e della diffidenza. Tale obiettivo richiede un impegno a livello prima di tutto spirituale e speriamo che i politici lavorinoa tal fine, in maniera onesta e sincera". Al-Rahi ha concluso definendo la propria due giorni a Bagdad come un'occasione per dimostrare concretamente la solidarietà tra i cristiani libanesi e mesopotamici.

Il Patriarca, nel corso della messa celebrata nella chiesa di Nostra Signora della Salvezza a Bagdad, straziata l'anno scorso da un crudele attentato che uccise più di cinquanta persone, ha osservato che solo aprendosi alla cooperazione con tutti gli altri settori della società i cristiani irakeni (ma anche di altri paesi del Medio Oriente) possono sperare di avere la meglio contro la minaccia del terrorismo, che usa la violenza proprio per fessurare e frazionare la società lungo linee etniche, religiose, sociali. Al-Rahi ha definito le vittime dell'attentato del 2010 "un sacrificio per il futuro dell'Irak, per la speranza di Pace, Giustizia e stabilità".
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martedì 1 novembre 2011

Il Patriarca maronita visita Bagdad, incontra il Governo irakeno e celebra messa nella chiesa colpita un anno fa dai wahabiti


Il Patriarca di Antiochia, Beshara al-Rahi, massimo esponente della chiesa cristiana maronita, terminato il suo soggiorno di una settimana in Vaticano é volato fino a Bagdad per una visita pastorale di due giorni che ha contemplato anche meeting ad alto livello coi governanti del paese e una messa solenne nel primo anniversario del sanguinoso attacco alla chiesa di Nostra Signora della Salvezza.

Il patriarca ha fatto una breve sosta a Beirut prima di trasferirsi in Irak, rimettendo piede su terra libanese dopo il lungo periplo del Nordamerica e il soggiorno italiano, conclusosi con un Consiglio di leader religiosi mondiali nella Basilica umbra di Assisi. Al-Rahi ha officiato messa nella stessa chiesa dove nel 2010 vennero uccisi 44 fedeli, due sacerdoti e sette guardiani, apparentemente portato avanti da wahabiti di matrice saudita.

A causa della visita-lampo del Patriarca in Mesopotamia il Consiglio vescovile maronita, previsto per novembre nella giornata di mercoledì due é stato invece spostato al giorno successivo, per permettere ad Al-Rahi di presiederlo come d'uso.
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